presS/Tletter

presS/Tletter

150423_001/005 – Arte del Sè – di Felice Gualtieri

150423_001/005 – Arte del Sè – di Felice Gualtieri

Autore: Felice Gualtieri
pubblicato il 25 Aprile 2015
nella categoria Parole

Quando Marina Abramovic agli inizi degli anni '70 iniziò i suoi esperimenti di performing art non era chiaro del tutto come il corpo, inteso da alcuni come l'unità concreta della persona e da altri come oggetto e campo di destrutturazione, sarebbe divenuto centrale negli sviluppi filosofici e nei settori principali della cultura Occidentale. Gli strutturalisti francesi, tra cui Foucault, riservarono al corpo una posizione centrale, e di tutto rispetto, nel concepire le loro teorie cosmologiche e per dare fondamento a quelle proposte di rivolta che si erano manifestate alla fine dei '60. Nella sua teoria del potere si comprende fin troppo bene che nulla esiste delle forze invisibili se non si incarna nel corpo: il potere cioè, vive solo perche è fatto di corpi e gli apparati hanno necessità di incarnarsi in simboli e strutture visibili a tutti. Senza corpo, quindi, non esiste potere, e non esiste vita e non esiste realtà. Le subculture, infatti, manifestano il loro dna genetico attraverso una simbologia apparente di segni che creano le condizioni di un riconoscimento reciproco, e stabiliscono inoltre la gerarchia delle funzioni all'interno di un medesimo gruppo. Il Segno insieme al Corpo, è un altro dei fondamenti sul quale poggia lo sviluppo intellettuale del secondo Novecento. Se da un lato la realtà invisibile non esiste se non è corpo, dall'altro non ci sarebbe relazione se non ci fosse segno. Detto in altre parole, il corpo è il segno delle cose invisibili, che trovano espressione nella realtà fatta di relazioni e rimandi: La Natura è un tempio dove incerte parole mormorano pilastri che sono vivi, una foresta di simboli che l'uomo attraversa nei raggi dei loro sguardi familiari. Queste parole, riprese da uno scritto di Baudelaire intitolato Corrispondenze, non trascurano di comunicarci una concezione e la rivelazione di una realtà duale fatta di rimandi e di richiami, di dinamiche e di ritorni. Se questa realtà non può esistere senza segni, senza manifestare la propria dualità, nello stesso tempo non potrebbe sussistere senza l'unità del corpo che incarna la caleidoscopica varietà delle relazioni in una sintesi più ampia, in quello che chiamo: realtà uniduale. [continua...]