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150319_Creatività e regole – di Felice Gualtieri

150319_Creatività e regole – di Felice Gualtieri

Autore: Felice Gualtieri
pubblicato il 21 Marzo 2015
nella categoria Parole

L 'attività creativa ha come presupposto (almeno dalla seconda meta del novecento) uno stretto ed indissolubile rapporto col mondo delle regole, e cioè con quel complesso sistema di vincoli che indirizzano e costringono l 'attività di oggettivazione. Eppure di fronte al genio si ha (pressappoco all 'unanimità) la sensazione di una potente ed immediata creazione dal nulla, dell 'emergere improvviso di una pura libertà che, anzi, sembra superare ogni regola e ogni costrizione. In altri termini, il valore dell 'atto creativo è raccolto nella sua potenzialità di liberazione dal contesto immediato di riferimento. La strategia per attuare questo superamento non è sempre immediata e le meccaniche proprie dell 'atto creativo restano in parte ancora misteriose. Ma una cosa è certa: non esiste libertà senza un dominio di vincoli e la creatività senza regole, oltre ad essere impossibile, e nel migliore dei casi puro arbitrio. Dare forma a qualcosa, crearla e attualizzarla nel mondo è un 'operazione altamente complessa. Chi crea conosce le difficoltà che si affrontano nel dover attuare un 'operazione di formatività, ma nessuno forse pensa a quanto sia immediato e naturale creare grumi linguistici di significato, riuscire a comunicare esprimendo concetti, crearne di nuovi o giocare con le parole (cosa che tra l 'altro facciamo quotidianamente). E ' dalla linguistica, infatti, che scaturisce parte della comprensione del mondo della creatività. Pensiamo a Chomsky e a due delle sue categorie fondamentali: rule-governed creativity e rule-changing creativity. La prima si riferisce a quella dose di creatività necessaria che si deve utilizzare nell 'applicazione del linguaggio; in altre parole è la creatività che serve ad utilizzare le regole. La seconda (tipica del genio) è la creatività che riesce a sostituire le stesse regole di cui si nutre; in questo modo introduce nuove forme che prima non esistevano e che poi ci risultano familiari. Questo è il miracolo della relazionalità umana: utilizzare una base comune di regole (patrimonio comune dell 'ontogenesi) superandole e riplasmandole continuamente. Da questo si capisce che la creatività è tutto fuorche arbitrio e che la libertà non è assenza di regole me leggerezza e dinamica del loro uso. D 'altronde, come ci hanno insegnato le ricerche degli anni 70, non esiste creazione senza interiorizzazione profonda dei vincoli e l 'apparizione del genio è l 'esprimersi improvviso di un significato imprevisto che, sebbene non esisteva, era nascosto in potenza.