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150211_Provincia digitale – di Felice Gualtieri

150211_Provincia digitale – di Felice Gualtieri

Autore: Felice Gualtieri
pubblicato il 13 Febbraio 2015
nella categoria Parole

Nel 1970 il matematico inglese John Conway sviluppò un programma di automazione cellulare chiamato Game of Life. Quattro semplici regole, applicate ad una griglia di celle quadrate, realizzavano dinamiche simili a quelle di un sistema vivente. Pensare che un calcolatore inerte possa replicare le strutture della vita, risulta a prima vista sorprendente. Internet supera in complessità i sistemi di automazione; ispirandosi al funzionamento del cervello umano, forma un reticolo interconnesso di punti con configurazioni variabili, dove ogni nodo instaura relazioni con gli altri in un ecosistema della comunicazione che ha la forma di una grande intelligenza collettiva alla quale attingere liberamente. Un territorio senza territorio, informativo, esterno e referenziale chiamato cyberspazio. Pensare che i feedback di una interazione matura con questa dimensione si esauriscano senza lasciare tracce rilevanti sullo sviluppo urbano, è a dir poco ingenuo. In realtà abbiamo la possibilità non solo di accedere ad un modo diverso dell'abitare, ma vengono favorite quelle economie della condivisione sostenute da nuove forme di socialità diffusa. L' uso delle infrastrutture digitali può aiutare a superare le difficoltà di accesso alle risorse ed è cura per quei mali antichi che si nascondono nella definizione classica di provincialismo (quello italiano fa scuola). Quando l'informazione si diffonde in maniera diretta, senza la mediazione di filtri centralizzanti come nella televisione o nei generici medium di massa, le piccole nicchie o i raggruppamenti consortili di interessi, vedono perdere la loro aura di potere che nasce dal senso clientelare di dipendenza e di necessità; il nostro bagaglio umano di conoscenze, che scaturiscono da un confronto più aperto e libero, si proiettano nel vasto mondo globale e la rete trasforma la dimensione locale in quello che Robertson per primo, e poi Bauman hanno chiamato glocalismo, in altre parole una possibilità concreta per gli ambiti periferici di ottenere la piena cittadinanza digitale. Sono questi i processi di emancipazione dal vincolo urbano e dall'urbanesimo, che scuotono le realtà di provincia ed invitano al superamento della dicotomia centro/periferia. Un'occasione che, ad un occhio attento, non può sfuggire, poiche siamo di fronte ad un fenomeno oramai irreversibile.