#PRESSTLETTER#CRONACHE E STORIA o GENNAIO 1965 – di Arcangelo Di Cesare

gennaio 1965

Ci sono case che rimangono nell ‘immaginario collettivo per le qualità spaziali, per la ricchezza dei materiali usati, per il paesaggio in cui sono inserite o, più banalmente, per l ‘importanza del progettista/archistar.

La casa in granito, costruita ad Arzachena dall ‘Architetto Marco Zanuso negli anni sessanta, resta invece, impressa per il garbo costruttivo lucido ed essenziale e per l ‘elegante inserimento in un tratto di costa sarda ancora non sfregiata dalla cementificazione.

La casa era il frutto della sperimentazione di uno stile di vita diverso dall ‘abituale modo di intendere lo spazio domestico: un modus vivendi molto spartano in cui la natura svolgeva un ruolo primario.

Zanuso tentò di armonizzare la sua piccola opera con il paesaggio circostante creando un volume monolitico bucato da poche essenziali aperture che enfatizzavano la coesione della muratura in granito da cui era composta. Le pareti, invece, lievemente inclinate verso l ‘alto, accentuavano la metafora della fortezza e del recinto, richiamando alcuni temi tipici dell ‘architettura sarda.

All ‘interno, invece, la casa era impostata su una composizione a croce greca che disponeva le camere e i servizi agli angoli del quadrato di base in una posizione protetta.

Il centro del quadrato, invece, era destinato allo spazio/soggiorno che rappresentava il vero fulcro vitale della casa; questo spazio, grazie alle ottime condizioni climatiche, era sostanzialmente all ‘aperto, coperto solo da un ‘incannucciata che lo schermava dal sole.

La dialettica tra l ‘immagine esterna, chiusa e massiccia, e la spazialità interna, aperta e leggera, resta molto poetica.

Questa semplice costruzione testimonia che l ‘architettura è capace ancora di sorprenderci; a volte, con gesti minimi e ottime capacità costruttive, è possibile inventare nuovi modi di vivere in spazi che ancora oggi sono meravigliosamente moderni.

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