#PRESSTLETTER#CRONACHE E STORIA o DICEMBRE 1964 – di Arcangelo Di Cesare

dicembre 1964

La presentazione, all ‘interno del fascicolo di dicembre 1964, della casa costruita dagli Architetti Costantino Dardi e Daria Ripa di Meana a Cervignano del Friuli, ci offre l ‘occasione per ri-parlare della figura di Nino Dardi. Questa prima opera, costruita da giovanissimo, suscitò notevoli apprezzamenti; la ricerca della scomposizione dell ‘oggetto al fine di dilatare al massimo la gamma delle esperienze spazio-temporali unita alla tendenza a percepire lo spazio non più come fatto univoco e unitario ma come successioni di spazi che si compongono e interagiscono, generò un prodotto architettonico, ancor oggi, magistralmente attuale.

Dopo questo scintillante esordio continuò, per dirla con un titolo di un suo libro, il gioco sapiente in cui la geometria complessa era concepita come una conquista della ragione e del linguaggio e diveniva il pensiero sul quale fondare il progetto.

Lasciò Venezia e si trasferì a Roma; questo passaggio liberò in lui nuove energie che si tramutarono in numerosissimi progetti. Ebbe, però, la sventura di vivere l ‘ingrata stagione italiana in cui le colate di cemento erano affidate a mani mercenarie e gli architetti migliori vivevano di speranze battendo alle porte di pubbliche amministrazioni committenti di progetti, ma non di architetture costruite.

Dardi, che pure soffrì questo male italiano delle occasioni perdute, non reagì come molti suoi colleghi lamentandosi e lanciando anatemi: ma applicando la sua professionalità a temi minori, come l’allestimento di mostre, il restauro e la valorizzazione dell ‘esistente.

Riuscì, intervenendo sulla preesistenza, a costruire una sorta di linguaggio parallelo che non dialogava con il contesto, ma a esso si accompagnava rivendicandone l ‘autosufficienza.

La morte improvvisa, avvenuta nel novembre 1991 a soli 55 anni, interruppe molti progetti in divenire ma non quell ‘alone che continua ad aleggiare sopra la produzione architettonica di tutti noi.

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