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Il monumento della rivoluzione e la nascita della modernità miesiana – di Andrea Contursi

Il monumento della rivoluzione e la nascita della modernità miesiana – di Andrea Contursi

Autore: Andrea Contursi
pubblicato il 08/01/2015
nella categoria Parole

Sfogliando una qualsiasi monografia su Mies van der Rohe, ci si imbatte quasi sempre in una singolare immagine, solitamente accompagnata da poche righe esplicative: la foto di uno strano muro composto da parallelepipedi aggettanti di mattoni e un asta che sostiene il simbolo della falce e martello. Si tratta del monumento a Karl Liebknecht e Rosa Luxemburg, il quale venne innalzato nel 1926 per commemorare i due fondatori del KPD (partito comunista tedesco) trucidati insieme ad altri 36 manifestanti in seguito ai tumultuosi eventi del gennaio 1919. Balzerà agli occhi la scarsità nelle stesse monografie di piante, prospetti, informazioni dettagliate sulla fattura del monumento. Eppure questo manufatto, eretto nella primavera del 1926 nel cimitero laico di Berlin-Friedrichsfelde e rapidamente demolito dopo il 1933 dai nazisti, ricopre un ruolo importante: esso è il primo manufatto di Mies van der Rohe in cui si manifesti la sua adesione al linguaggio delle avanguardie, la prima manifestazione concreta (costruita) del Mies come lo conosciamo oggi, inventore di un rivoluzionario linguaggio architettonico.

Andrea Contursi "Das Novemberrevolutionsdenkmal von Mies van der Rohe auf dem Friedhof Berlin-Friedrichsfelde". Tesi di laurea, Bauhaus-Universität Weimar 2006 (inedita)

Fino a quel momento Mies si era guadagnato da vivere progettando ville in stile neoschinkeliano per la borghesia berlinese. Ancora del 1926 è la villa Mosler, un edificio la cui sobria simmetria classicista in mattoni nulla lascia trasparire dello stile per il quale il suo autore sarebbe diventato in seguito così famoso. Contemporaneamente attraverso la partecipazione alla redazione della rivista G Mies riusciva nel periodo 1923-1926 ad entrare in contatto con gli esponenti di quell ' avanguardia che avrebbe sovvertito di lì a poco i comuni canoni di percezione dell 'opera d ' arte. Nel 1923 o in un anno di drammatica crisi congiunturale dell 'economia e dell 'edilizia o era avvenuto il fatidico incontro con El Lissitsky, che era venuto a Berlino non per mostrare semplicemente quadri ma per allestire presso la Berliner Kunstausstellung un vero e proprio spazio costruttivista, o meglio suprematista in tre dimensioni. [1] Scrive El Lissitsky o collaboratore anch ' egli della rivista G o riguardo il concetto di spazio suprematista: Il suprematismo ha spazzato via dalla superficie l┬┤illusione dello spazio planimetrico bidimensionale come l┬┤illusione dello spazio prospettico tridimensionale ed ha generato l┬┤ultimativa illusione dello spazio irrazionale infinitamente estensibile verso il davanti come verso il retro.[2] Non si potrebbe leggere in questo passo una descrizione sintetica del padiglione di Barcellona del 1929 con i suoi giochi di superfici che si riflettono reciprocamente all┬┤infinito? Fatto sta che la ricerca architettonica di Mies a partire proprio dal 1923 si configura come tentativo di trasformare le astratte concezioni degli artisti costruttivisti in tangibile e concreto spazio architettonico in cemento, vetro, ferro e mattoni. Come i Proun di El Lissitsky il monumento della rivoluzione con i suoi scomparti in mattoni congelati in un moto di traslazione ora in avanti, ora all ' indietro, si sottrae in ogni direzione all ' ingabbiamento in un determinato cono prospettico. Proun costruito, sottratto al mondo delle idee ed incarnato nel corpo vivo di un muro di mattoni, il monumento costituisce il primo frammento costruito di un nuovo mondo sensibile per un nuovo uomo, una nuova società. Gli avvenimenti degli anni successivi avrebbero sospinto questo frammento indietro nel mondo delle idee da cui era venuto. [1] Vedi El Lissitsky (1988), Monografia della mostra allo Sprengel Museum di Hannover, p. 92 2 El Lissitsky: Kunst und Pangeometrie. In Europa Almanach, a cura di Carl Einstein, Potsdam 1925

Artur Drexler: The Mies van der Rohe Archive, Museum of modern art. Garland, New York 1986

El Lissitsky 1890-1941, architect, painter, photographer, typographer,; Catalogo mostra Municipal van Abbe Museum, Eindhoven 1990

In copertina: Artur Drexler: The Mies van der Rohe Archive, Museum of modern art. Garland New York 1986