Like Reyner – di Guido Aragona

banham bis

Vivo, e mi sono formato a Torino. La facoltà di architettura di Torino per decenni ha visto un progressivo dominio ed egemonia di Gabetti e Isola e loro seguaci. Naturale che Banham venisse comunemente citato solo per il suo vecchio articolo contro le tendenze neoliberty esposte nella Casabella di Rogers intitolato Neoliberty. The Italian Retreat from Modern Architecture pubblicato nell ‘aprile 1959 su The Architectural Review. Uno che non aveva capito insomma. Per carità, bravo eh. Ma insomma un nemico.

Così non venne molto letto dai torinesi e da me, al tempo. L ‘unico che mi consigliò di leggere qualcosa di lui fu Pio Brusasco, non a caso un personaggio esterno alla chiesa Gabettisoliana, sia pure tollerato. Il libro era quello su Los Angeles, meraviglioso esempio di lettura che un critico d ‘architettura dovrebbe sempre fare sull ‘ambiente che lo circonda.

Nel corso degli anni, pur con questa tara torinese che mi rese lento al recupero di questo autore, ho letto molte sue cose. Non mi ha mai deluso, mi ha sempre arricchito, stimolato. Ammiro questa sua capacità di collegare concettualmente e storicamente i fatti architettonici e le teorie connesse attraverso tempi e spazi vasti, aperto ad ogni allargamento disciplinare pur mantenendosi aderente al fatto architettonico in se, centrando su esso, in un perfetto dosaggio fra generale e particolare; con un linguaggio ricco di sostanza ma sintetico, fluido, piacevole, non involuto. E tutto questo in modo vero, non stereotipato, con un pensiero proprio. E non a caso, un pensiero che negli anni ebbe cambiamenti di posizioni, ma non legati all ‘andare e venire delle mode, ma ad una vera e propria evoluzione del suo pensiero nel tempo. Questa capacità la trovo davvero rara e bella nel panorama dell ‘ambito storico critico dell ‘architettura.

E così penso che tutto sommato, quando scrivo di architettura, mi piacerebbe essere come lui.

E il fatto che questa nota non abbia un anniversario da commemorare (B, nacque nel marzo 1922 e morì nel marzo 1988, e siamo oggi nel dicembre 2014) va controcorrente rispetto ai comuni usi internettiani, e va bene così.

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