presS/Tletter

presS/Tletter

#PRESSTLETTER#CRONACHE E STORIA o NOVEMBRE 1964 – di Arcangelo Di Cesare

#PRESSTLETTER#CRONACHE E STORIA o NOVEMBRE 1964 – di Arcangelo Di Cesare

Autore: Arcangelo Di Cesare
pubblicato il 28 Novembre 2014
nella categoria Cronache e storie di Arcangelo Di Cesare

L 'appassionata difesa della città di Brasilia, scritta in risposta all 'editoriale della rivista, mi dà lo spunto per ricordare la figura di Lina Bo Bardi, a distanza di cinquanta anni dal piano urbanistico di Lucio Costa e a cento anni dalla sua nascita avvenuta a Roma nel 1914. Italiana di nascita, si trasferì nel 1946 in Brasile con il marito Pietro Maria Bardi, lasciando le rovine prodotte dalla seconda guerra mondiale per approdare in una terra vergine e di grandi promesse che non abbandonerà più. Visse contaminando mondi immaginari e mondi reali riuscendo a progettare attraverso dei collage che avvicinavano e mettevano in contatto parti eterogenee. L 'accostamento di questi oggetti apparentemente incongruenti, era il frutto di una tecnica surrealista che Lina recuperò e usò non solo come forma di rappresentazione ma anche per caratterizzare tutta la sua produzione artistica. Il recupero della libertà creatrice, tipica della traduzione surrealista, passava per il recupero degli oggetti di uso quotidiano confezionati dalla popolazione con materiali semplici in cui Lina vedeva la perfezione del cristallo. Ed è analizzando la sedia da bordo strada che possiamo capire meglio lo spirito di Lina Bo. Costruire la sedia partendo da tre rami e da un tronco rappresentava la sfida; cercò il modo di assemblarli studiandone i nodi e le giunzioni e, dopo aver vagliato la possibilità di snodi più o meni sofisticati, decise di legarli con delle comuni corde in modo che la sedia fosse composta solo da materiali non forgiati ad hoc. Gli elementi che normalmente costituivano la sedia - le gambe, la seduta e lo schienale - non erano più riconoscibili come tali perche erano sostituiti da pezzi impropri che svolgevano un ruolo analogo; al tempo stesso questi elementi, al di fuori dell 'assemblaggio, non potevano essere riconoscibili se non come semplici parti di un albero. Nel meraviglioso mondo di Lina ogni idea era un groviglio in cui, in ogni momento, si potevano scegliere punti e inventare soluzioni diverse, senza inizio ne fine.