L’antropomorfismo ai tempi del Junk Space – di Guido Aragona

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Premessa: è scomparso il prof. Duilio Aristorgitone. Scomparso nel senso che è andato a comprare le sigarette e non è più tornato.

Figlio del celebre prof. Aristorgitone, collaboratore della trasmissione radiofonica “alto gradimento” negli anni ’70, insegna Storia dell’arte al Liceo “Jim Morrison” di Poirino (TO), e lavorando in nero nei ritagli di tempo come architetto.

Sua moglie mi ha chiesto di rintracciarlo e così, come esca per la sua vanità, pubblico qui questa sua esemplare lezione di qualche anno fa che ella ha trascritto. Eccola:

Tutti (persino tu, Okpeppe, che vieni dall ‘Africa nera), conoscono la figura dell’uomo inscritto in un cerchio,ed in un quadrato nel disegno di Leonardo, se non altro perche ripreso dalla moneta da un euro. Tale figura era una illustrazione di una descrizione di Vitruvio.

Ecco ragazzi, vedete, ad esempio, questa tavola dello Scamozzi (Idea dell’architettura universale, Venezia 1615), al cui centro si trova una altra versione della stessa figura vitruviana. Il compasso va puntato nell’ombelico.

Oh. Sapere ‘sta cosa è abbastanza utile.

Ad esempio, potreste guadagnare qualche spicciolo scommettendo con ignoranti come voi che siete in grado di indovinare la loro altezza misurando soltanto la distanza della loro apertura di braccia (sempreche il soggetto non sia particolarmente scimmiesco, come te Giorgetti, che se non la smetti di chiacchierare vai in presidenza!).

Ora, le teorie architettoniche in passato si sono molto basate su queste rispondenze. Così anche le trattazioni sugli ordini architettonici. E passo dunque alla slaid successiva ragazzi, che mostra una tavola del trattato di John Shute, The First and Chief Grounds of Architecture, London 1563.

(pensate ragazzi, gli inglesi venivano in Italia a imparare; questo è il frutto dei suoi studi italiani … bei tempi, bei tempi. Che oggi c’è la fuga dei cervelli e io resto qui ad insegnare a voi …)

CorinthianOrder

Allora, uno di voi … tu, Ciulli: dimmi che cosa vedi… no anzi te lo dico io, continua pure a giocare col tuo aggeggio, che tanto sei – e resterai sempre – un cazzone: è la presentazione dell’Ordine Corinzio … dovete sapere, ragazzi , che i vari ordini architettonici si distinguevano, oltre per il capitello, anche per le proporzioni delle basi, delle trabeazioni e delle colonne in relazione al loro diametro.

E ad ogni ordine corrispondeva una certa figura umana di diverso tipo (e di conseguenza, anche un diverso idoneo uso a seconda della divinità celebrata nel tempio o al santo della chiesa).

Capecchi smettila di lanciare palline di carta.

Ad esempio, l’ordine tuscanico (6 diametri) era adatto per costruzioni militari o carceri, l’ordine dorico (7 diametri) Shute ce lo presenta con un Atlante Erculeo, adatto a templi di dei o santi virili; l’ordine jonico (8 diametri) per dee tipo Giunone, o sante mature o santi morti giovanissimi.

Va bè ragazzi vedo che l’argomento non vi interessa molto.

ah, lo sapete? quando ero studente ho disegnato un ordine di mia invenzione: L’ORDINE PUNK.

Tozzissimo: 3 soli diametri: il capitello era composto da una coppia di teste di punk coi capelli a cresta, le metope, invece d’avere bucranii o roba del genere avevano disegnini psichedelici, boccali di birra ecc. Non ve ne frega niente? Evvabbe ‘. Ecco ragazzi non sto a farla lunga.

Che cosa è rimasto di tutto questo, nella architettura contemporanea che conta? … Eddai, le pernacchie no, raga! Chi è stato?!

Dai che vi faccio vedere qualcosa di divertente!

Ecco qui, una pagina di Content di Rem Koolhaas.(2004) Ne faccio girare una copia

Koolhass content

Fichissimo vero? Sembra un giornaletto di quelli vostri.

Questa immagine raffigura schemi di concetto progettuali dell’edificio della Universal Headquarters a Los Angeles.

Consapevolmente, intelligentemente, Koolhaas sa che oggi il mondo è cambiato, gli uomini sono cambiati, e ad es. si chiede (figura in basso a destra):

Can architecture represent the intendend amalgamation of a liquor company with a movie studio, a music giant, and an internet company?

Traduci, Strazzabosco, invece di strusciarti con Mirabella….

Ecco. Il mondo è cambiato. Gli uomini sono cambiati. Cambia dunque l’architettura. L’uomo non è più centrale … non c’è, direi, più nemmeno un centro. Su quale ombelico puntare il compasso? Su quello di Britney Spears? (eh ragazzi, non dite poi che non sono aggiornato, che sono rimasto a Gion Lemon).

E così, anche l’architettura, gli spazi cambiano. Essi divengono, come ci dice Koolhaas, JUNK SPACES. (giank spèises …)

Che significa? Visto che Strazzabosco, anche se è appassionato di lingue, non sa un cazzo di inglese e sa solo le tette di Mirabella (buona questa), vi traduco un brano:

Le costruzioni prodotto della modernizzazione non sono architettura moderna, ma junkspace. Junkspace (lett. spazio-macerie, spazio-schifezza) è ciò che rimane dopo che la modernizzazione ha fatto la sua corsa, o, più precisamente, ciò che si coagula mentre la modernizzazione avanza, il suo fall-out.

Questa è consapevolezza. Spietata, compiaciuta e compiacente consapevolezza, fino ad un divertito cinismo, come si addice a gente aggiornata e cool. Non come voi che continuate a dormire beati o ad occuparvi di minchiate mentre parlo.

E l’uomo? Certo, fuori dalle antiquate e liberticide teorie che lo inscrivono in un ordine ed una armonia universale, rimane. Non ci credete? Guardate la prossima slide, con il recente edificio di Rem Koolhaas a Pechino per la radiotelevisione cinese.

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