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Architettura Open Source. Verso una progettazione aperta – di Giulia Mura

open-source

 

Architettura Open Source. Verso una progettazione aperta

di Carlo Ratti con Matthew Claudel

Einaudi Editore, 2014

Ôé¼ 11,00

┬½Questo libro è il risultato di un progetto ancora in corso, e nasce dalla richiesta della rivista ┬½Domus┬╗ di un editoriale dedicato alla ┬½progettazione open source┬╗ da pubblicare sul numero 948 della primavera 2011. Carlo Ratti rispose con un ‘insolita proposta, in linea con le direttive dell ‘open source: l ‘autore sarebbe stato sostituito da una pluralità di autori…┬╗.

Il testo, che ha poi continuato a svilupparsi, ha fatto nascere l’idea di affrontare il tema in modo più esaustivo e più organico in un libro. Fedele alla metodologia originaria, Architettura Open Source ha iniziato il suo percorso con l ‘impeto di un progetto aperto, proprio come l ‘editoriale su ┬½Domus┬╗. O piuttosto come un progetto corale in cui, esponenti del mondo non solo dell’architettura ma anche dell’arte, della sociologia e della comunicazione, hanno detto la loro a proposito dell’incredibile rivoluzione che sta avvenendo: nuovi modelli partecipativi in rete capaci di influire a tal punto da essere portatori di un vero e proprio rinnovamento nel concetto stesso di progettazione. Li esplorano la mente raffinata di Carlo Ratti insieme a Matthew Claudel, giovane ricercatore presso il Senseable City Lab del MIT (dove Ratti insegna) partendo dalle trasformazioni in atto e gettando le basi per un modo nuovo di progettare ┬½dal cucchiaio alla città┬╗. Insieme ai contributi o anch’essi in modalità rigorosamente Open Source – di Ethel Baraona Pohl, Assaf Biderman, Michele Bonino, Ricky Burdett, Pierre-Alain Croset, Keller Easterling, Giuliano da Empoli, Joseph Grima, John Habraken, Alex Haw, Hans Ulrich Obrist, Alastair Parvin, Antoine Picon, Tamar Shafrir.

Questo a testimoniare che la figura dell’architetto-eroe, che con i Maestri ha segnato gran parte della storia dell’architettura del Novecento, sta via via lasciando spazio ad un’istanza più partecipativa simile al passato, quando il modo di progettare e costruire case e città è spesso avvenuto con metodi collaborativi a partire da idee sviluppate dal basso.

Un libro insieme omogeneo e disomogeneo, capace di leggere il cambiamento da diversi punti di vista e per questo, forse, ancora più utile a capirlo.


Voto: 8

Giulia Mura

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