Anguriera timida – di Marco Ermentini

ANGURIERA

Ci sono spazi piccoli, discreti, silenziosi e timidi che posseggono qualcosa di speciale. Un non so che, un quasi niente che si oppone alla pienezza e al chiasso del mondo. Una specie di sacca di resistenza capace di mandare in tilt le nostre certezze. Si tratta di piccoli luoghi che si nascondono ad uno sguardo distratto ma che in realtà custodiscono un grande valore da cui può rinascere la nostra capacità di abitare.

Così proprio accanto all’abbazia di Chiaravalle a Milano questa estate la nascita di una curiosa anguriera (luogo delizioso dove si possono gustare specialità a km 0)

https://www.facebook.com/angurieradichiaravalle è da festeggiare come un lieto evento, un nuovo inizio che si oppone all’omologazione. Una vera e propria architettura accidentale, un tempio gioioso dell ‘ipoconsumo, una sacca di resistenza. Un luogo dove ci si rende conto che la felicità non sta nel possesso delle cose, ma nella capacità di farne uso.

Forse è proprio da questi margini, da questi bordi dimenticati della periferia urbana che l ‘architettura, dopo tanti fallimenti, potrà rinascere riponendo fiducia nella vulnerabilità e nella contaminazione. Così dal riconoscimento della fragilità ne consegue la necessità di prendersi cura del mondo per dare avvio ad un nuovo inizio.

Datemi retta: le architetture più silenziose sono quelle che portano la rivoluzione!

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