Ruolo e complicazioni dell ‘Architetto-Contemporaneo all ‘interno dello sviluppo esistenziale del condominio moderno – di Christian De Iuliis

condominio

Le difficoltà di vita dell ‘Architetto-Contemporaneo (AC da ora in poi) inserito in un ambiente condominiale moderno sono state oggetto di uno studio medico-scientifico effettuato tramite monitoramento quotidiano di 1000 pazienti-architetti, di varia estrazione sociale, razziale ed economica, con il metodo della telecamera di videosorveglianza nell ‘androne, testimonianze dirette, lettura e studio dei verbali di assemblea di condominio. I risultati sono stati confrontati con rapporti orali di amministratori o semplici residenti, proprietari o possessori di immobili all ‘interno dell ‘organismo edilizio di sua residenza.

Il disturbo generico di coinvolgimento automatico, fisico e psicologico, nei confronti di qualsiasi problematica riguardante l ‘edificio riguarda circa il 70% dei casi analizzati. Percentuale che sale fino al 95% per i fabbricati con un numero di immobili compreso tra le 8 e le 14 unità. Una riduzione nell ‘ordine del 10% è ravvisabile per ogni AC in più presente nello stabile.

L ‘AC acquisisce nel tempo il ruolo del consulente gratuito e istintivo per ogni questione riguardante l ‘assistenza e la regolare manutenzione delle parti strutturali e non del fabbricato. In particolare l ‘AC, diviene inconsapevolmente vittima di richieste di consulenza principalmente per:

– Macchie d ‘umidità nel sottoscala o nei locali seminterrati

– Lesioni orizzontali e/o verticali sulle pareti di tamponamento e/o pilastri nelle parti comuni.

– Perdite dalle tubazioni perimetrali o stillicidio di acque dalla gronda del tetto (o copertura).

L ‘AC viene così di frequente accompagnato, coercitivamente, in abitazioni private, cucine aromatiche all ‘ora del desco, cantine umide e falde di tetto senza nessuna strumentazione di sicurezza.

Di particolare rilevanza nel quadro clinico complessivo del paziente-vittima, tanto da derivarne complicanza, è la molestia periodica derivante da ripetute pretese di delucidazioni circa le aliquote comunali e relativo calcolo dell ‘imposta. Il range anagrafico della mittenza di questo tipo di invocazioni riguarda la popolazione condominiale di età maggiore ai 60 anni, da qui il pericolo di fidelizzazione del rischio. Contestuali sono le richieste di grafici regressi, schede catastali, visure storiche. Nel 12% dei casi è comparso il caso limite, doloroso, della consulenza per la revisione dei millesimi.

Imboscate di natura verbale sono ravvisabili in particolare in luoghi quali:

– Il pianerottolo di casa

– Sulle scale e/o in ascensore,

– In cantina e/o in garage.

Nel 35% dei casi l ‘AC viene atteso in orari ritenuti consueti quali le fasce riguardanti i pasti principali o il ritorno serale presso la sua dimora, in particolare nel caso di eventi quali trasmissioni televisive ritenute di alto interesse (es. partite di calcio). Di particolare pericolosità sono i casi di lavori di natura straordinaria presso le facciate del condominio, con la necessità di sottoporre all ‘AC decine di preventivi, con preghiera di confrontarli tra di loro. L ‘AC tende a sottovalutare il rischio derivante dall ‘assecondare il comportamento compulsivo del singolo o del gruppo di condomini riuniti in maniera spontanea o assembleare, in alcuni casi è stata osservata la somatizzazione del problema singolo da parte del professionista fino a mostrare segnali di dissociazione riguardante il patrimonio edilizio personale con quello di altre persone fisiche o società. Non rari sono i casi di cambio strada in caso di incroci casuali stradali o di ricoveri coperti in attesa dallo scongiuramento del pericolo.

Di particolare pericolosità clinica sono le pressioni di natura giuridica, con interessamento di avvocati, interni o esterni al condominio, via raccomandata con minaccia di citazione, anche a ruolo testimoniale. L ‘aggressione fisica dovuta ad eventuali errori di valutazione, consigli fraudolenti, mancato interessamento o prese di posizione ritenute di parte, rappresenta solo il 3% dei casi; tuttavia non costituisce un fattore trascurabile in rapporto all ‘impossibilità di ricorrere con continuità allo strumento della fuga. Lo stalkeraggio professionale, fisico o telefonico, è stato ravvisabile nell ‘18% dei casi di studio. Con picchi del 38% la Domenica mattina.

Nell ‘ambito di un programma di prevenzione pressoche ininterrotto, all ‘AC si consiglia di ascoltare con attenzione eventuali voci o rumori provenienti dalle scale prima di uscire di casa, usare con cautela l ‘ascensore e variegare gli orari di uscita e rientro presso la propria abitazione. Di particolare importanza è l ‘approccio primordiale con il condòmino, che va scoraggiato nella sua azione di disturbo già al primo contatto.

In un quadro terapeutico generale l ‘AC va sostenuto a frequentare luoghi all ‘aria aperta specie durante i fine settimana, disintossicandosi con sedute di gruppo presso agriturismi con spegnimenti collettivi del cellulare. Nei pazienti più gravi si consiglia l ‘astinenza dalle assemblee per un tempo variabile dai 6 ai 12 mesi o la delega a vita a familiari ignari e di nessuna collaborazione per l ‘assise.

Al termine dello studio, si è potuto affermare, senza nessun margine di errore, che l ‘AC deve necessariamente vivere in una casa isolata.

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