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#PRESSTLETTER#CRONACHE E STORIA o SETTEMBRE 1964 – di Arcangelo Di Cesare

#PRESSTLETTER#CRONACHE E STORIA o SETTEMBRE 1964 – di Arcangelo Di Cesare

Autore: Arcangelo Di Cesare
pubblicato il 31 Ottobre 2014
nella categoria Cronache e storie di Arcangelo Di Cesare

La costruzione di un palazzo per uffici all 'E.U.R. mi offre lo spunto per riparlare degli autori dell 'opera, due tra i più qualificati studi professionali romani dell 'epoca: lo studio Mario Paniconi-Giulio Pediconi e lo studio di Vincenzo, Fausto e Lucio Passarelli. In un periodo come quello del nostro dopoguerra, in cui l 'urgenza di edifici e servizi generò molte progettazioni di livello più che scadente, si acuì sempre più il divario tra la cultura del progetto e l 'edilizia diffusa. Lo sviluppo edilizio, vorticoso e copioso, era accettato nei suoi esiti senza un giudizio adeguato, garantendo a quei pochi architetti, che operavano con una certa professionalità, di emergere dal dilettantismo e dall 'improvvisazione. Tra questi professionisti possiamo annoverare gli autori del palazzo dell 'E.U.R.. Nati agli inizi del Novecento, hanno saputo attraversare tutto il secolo scorso, con una competenza architettonica tenace e coraggiosa e con un piglio ragionevole e approfondito; questo gli ha permesso di realizzare opere efficienti sia dal punto di vista tecnologico che da quello stilistico. I due studi seppur organizzati in maniera completamente diversa sono stati alcune volte complementari. Da una parte il Laboratorio di Lucio Passarelli organizzato su un metodo di ricerca progettuale, aperto e sensibile, che generava un continuo confronto con i numerosissimi architetti che vi collaboravano. Dall 'altra parte lo studio di Paniconi e Pediconi che era invece molto artigianale, impostato collegialmente solo ed esclusivamente sui due soci, che erano capaci di ideare, disegnare un progetto fino al dettaglio estremo e seguirlo personalmente in cantiere. Da soli, e a volte insieme, non hanno mai realizzato un 'architettura urlata ma curata in ogni dettaglio, senza slanci ma coerenti nel non deludere la comunità cui si rivolgevano.