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Le azioni mutanti di Sergio Barboni – di Guido Aragona

Le azioni mutanti di Sergio Barboni – di Guido Aragona

Autore: Guido Aragona
pubblicato il 24 Ottobre 2014
nella categoria Diagonali di Guido Aragona

Vorrei sottoporre all 'attenzione dei lettori di PresS/Tletter il lavoro di un artista di Torino: Sergio Barboni, un artefice di complessa definizione. Lo definirei uno scultore artigiano designer, ove queste componenti non risultano mai giustapposte ma costantemente fuse nelle sue realizzazioni. Non è un artigiano che cerca di nobilitarsi come scultore o come designer, ne tantomeno un artista borghese che gioca a fare l 'artigiano sporco di grasso. E ' solo il suo approccio nel realizzare oggetti, che è di tale natura ibrida. Cambia, semmai, il genere della realizzazione, dall 'oggetto privo di uso e pertanto scultura, alla realizzazione di arredi di uso quotidiano. Ma il suo approccio nel realizzarli è il medesimo. Per alcuni aspetti il suo modo di lavorare, soprattutto nelle sculture del primo periodo, ricorda quello dell 'object trouve. Ma a ben vedere è quasi inverso. In genere infatti, negli oggetti trovati dadà o surrealisti, un oggetto a statuto forte viene decontestualizzato, rivelando significati e valenze inattese, scardinando così un universo segnico e funzionale troppo forte. Barboni invece mette insieme oggetti a statuto debole, abbandonati e dunque decontestualizzati dall 'insieme funzionale originario per il quale furono prodotti, ricomponendoli in una nuova unità significativa.

Così, ad esempio, nella serie Fuga dalla rottamazione coatta, un basamento di macchina per cucire rivive come creatura/lampada su ruote che scaglia dardi; in altri casi la combinazione degli oggetti riaggregati è più eterogenea e dà luogo a creature più inquietanti.

Questo procedimento è presente anche nelle realizzazione di arredi: un portafrutta colorato stile anni 70 viene rovesciato come portalume, o un cerchio da hoola hop diviene il corpo centrale di un pavone-mobile rotante composto con altri materiali di recupero metallici e plastici riassemblati con cura, tanto per fare un paio d 'esempi.

La tematica del recupero di ciò che il sistema di produzione e consumo abbandona come rifiuto, pur presente in Barboni, non è tuttavia una chiave di lettura esaustiva del suo lavoro, anche se è il connotato più evidente e spendibile in occasioni di massa. Come ad esempio negli allestimenti di spazi per il pubblico Gomorra interior design commissionati per il Festival Cinemambiente di Torino.

Questo elemento del recupero, seppur presente, non è tuttavia peculiare dell 'arte di Barboni, che invece trova il suo specifico nel lavoro sulle forme, sul loro accostamento adeguato, e con l 'attitudine del lavoro artigianale ben fatto. Vedasi ad esempio gli oggetti della serie Novafood, in cui il tema della vita e del cibo OGM viene sviluppato con assemblaggio di pezzi realizzati ad hoc realizzati con grande cura del dettaglio.

Quest 'approccio induttivo alla forma, meccanico ma che non rinuncia agli aspetti simbolici, non come sovrapposizione concettuale di significati, ma in senso fattuale, concreto, si riflette anche nel recupero di arredi con pezzi unici. La sagoma di una vecchia poltrona anni viene ricostruita da tubi di inox e fili in pvc, recuperando le parti nobili in noce. Un vecchio divano viene recuperato caratterizzandolo con zampe claw bowl ottenute dal recupero di bocce da gioco. And so on. Altre realizzazioni sono visibili nel suo sito, questa è una piccola esemplificazione. Io, che non so aggiustare o fare nulla di pratico, di fronte alla attitudine creativa e manipolatoria di Barboni, scevra da formalismi e intellettualismi scolastici, mi rammento di una frase attribuita a Auguste Renoir: Quando penso che avrei potuto nascere da una famiglia di intellettuali! Mi ci sarebbero voluti anni per liberarmi di tutte le loro idee e per vedere le cose come sono e, forse, non avrei saputo servirmi delle mie mani.