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#PRESSTLETTER#CRONACHE E STORIA o LUGLIO 1964 – di Arcangelo Di Cesare

#PRESSTLETTER#CRONACHE E STORIA o LUGLIO 1964 – di Arcangelo Di Cesare

Autore: Arcangelo Di Cesare
pubblicato il 28 Luglio 2014
nella categoria Cronache e storie di Arcangelo Di Cesare

A poche decine di metri dagli austeri edifici in mattoni del Politecnico di Aalto a Otaniemi, Reima Pietil├ñ costruì negli anni sessanta il suo capolavoro: il Centro Studentesco Dipoli. Realizzò un non-edificio, all 'apparenza casuale nella sua straordinaria sinfonia geomorfica, un 'architettura mimetica e fusa con l 'ambiente naturale che la circondava; un manifesto che, per usare le parole di Pietil├ñ, Volgeva le spalle al XX secolo e guardava verso il X. L 'organismo era diviso in due parti distinte, sia dal punto di vista planimetrico che dal punto di vista del linguaggio: ad una parte ordinata secondo uno schema distributivo definito, dedicata ai servizi, agli uffici e ai laboratori, si contrapponeva una seconda parte concepita come un insieme di spazi molto flessibili che potevano essere fusi insieme fino a determinare un unico grande vano. Questa seconda parte, costituita da forme libere e informali, si legava, pur non ricercando alcuna mimesi, con le rocce, con gli alberi, con il muschio e la natura che la circondava. I materiali usati, il rame, il legno e la pietra, predisponevano l 'edificio a subire, nel tempo, la rivalsa della natura. La costruzione rappresentava, anche, il manifesto contro la metodologia semplice e standardizzata del disegno, divenendo nel tempo un simbolo usato contro i tentativi di banalizzazione e riduzione in formule dell 'architettura. Pietil├ñ restò convinto, nel tempo, che la creazione architettonica dovesse sgorgare in maniera spontanea dalla mente del progettista. Non servivano filtri, regole o condizionamenti, bisognava seguire l 'istinto e la sensibilità. Solo allora il progetto cominciava a prendere forma e, attraverso numerosissimi schizzi, cresceva come un feto cresce nel grembo materno.

Nel 2010, in un mio tour della Finlandia, mi sono imbattuto in questo edificio di cui conoscevo l 'esistenza ma che ancora non avevo visto dal vivo: ri-vederlo nascosto tra gli alberi, celato dalle rocce, integrato con la natura, mi ha provocato quel meraviglioso entusiasmo che solo i capolavori possono generare.