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Intervista a Paolo e Michela Baldessari_PREMIO PIDA Friends 2014 – di Roberta Melasecca

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Il comitato scientifico del PREMIO PIDA ha conferito il PREMIO PIDA FRIENDS a Paolo e Michela Baldessari, direttori del Workshop PIDA Design 2014, per aver contribuito con assiduo impegno all ‘organizzazione della VII edizione del PREMIO PIDA e per aver dato impulso creativo alla definizione dei temi del Workshop Design.

Studio di architettura e design fondato da Giulio, Paolo e Michela Baldessari, Baldessari e Baldessari_architetti e designers è un sodalizio professionale attivo nel campo dell’architettura, industrial e visual design, ed architettura d’interni.

Opera con più gruppi di lavoro al proprio interno e con un fitto network di consulenti esterni. Cura allestimenti di mostre in Italia e all’estero. Sviluppa attività di ricerca e partecipa a concorsi ed esposizioni. Ha in corso progettazioni pubbliche e private nel settore residenziale, direzionale ed industriale, restauri di palazzi storici e d’epoca e progetti d’architettura d’interni, oltre alla collaborazione con aziende nel settore del design.

Ha ricevuto premi e menzioni di merito nel 1984 al concorso “Una sedia italiana per gli Usa“, nel 1991 al “Premio Alcan per l’uso dell’alluminio nell’ ambiente costruito” ed al concorso internazionale Trau per la progettazione di una Workstation. Nel 2007 1┬░ classificato al Concorso di nuove sperimentazioni di arredo per esterno Sun Rimini 2007; Premio Pida 2013 – sezione concept alberghieri.

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Tre parole chiave per definire il il processo creativo dei vostri progetti.

Baldessari: Curiosità, curiosità, curiosità, passione e ricerca in settori non solo esclusivamente dell ‘architettura ma anche in quelli dove si esprime meglio la creatività, come l ‘arte, il design, la danza. Il nostro lavoro si può definire trasversale: architettura, restauro, interni, design, allestimento di mostre temporanee o permanenti. E nel viaggio dentro questo mondo fantastico che è l ‘architettura, crediamo che la cultura italiana debba mettere al centro la figura dell ‘architetto: colui che permette il contatto con mondi diversi non autoreferenziali che si contaminano l ‘uno con l ‘altro.

Il vostro lavoro spazia dall ‘architettura all ‘industrial e visual design, allestimenti museali e fieristici, architettura d’interni: quale il filo d ‘oro che lega o scollega architettura, design, arte.

Baldessari: Non esiste un filo che scollega i vari campi del sapere: anzi credo che debba esser rafforzata una trama che amplifichi le relazioni. Le componenti plurime dell ‘architettura devono intrecciare ambiti, rapporti e competenze. Per questo il nostro lavoro è affascinante: non essendo incanalato rigidamente all ‘interno di un percorso, ha la possibilità di raccogliere ispirazioni e suggestioni diverse.

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Architettura e comunicazione: qual è l ‘aspetto per voi fondamentale e che svilupperete in occasione del Workshop Design durante la settimana del PREMIO PIDA.

Baldessari: Il tema proposto dal Workshop Design è la progettazione degli interni di quella che fu una delle camere da letto presenti nella villa di Luchino Visconti La Colombaia. Abbiamo pensato che il PREMIO PIDA, un premio conosciuto per il suo valore a livello internazionale, dovesse fregiarsi anche di una nuova competenza non affrontata fino ad oggi: l ‘architettura d ‘interni, da sempre un pezzo forte della cultura italiana, un ambito di prova e di ricerca che i grandi maestri, dal ‘900 in poi, fanno intercettato e approfondito, restituendoci dei capolavori universalmente riconosciuti. Un tema complesso e solo apparentemente facile: intervenire in un luogo carico di memorie, di ricordi. Una prova inusuale: riprogettare una delle stanze più piccole di tutto il complesso. Crediamo che le possibilità di ricerca siano molte e che da esse possano scaturire idee, ispirazioni, suggestioni.

Cosa direste ad un giovane progettista per incitarlo a proseguire sulla strada dell ‘architettura e cosa invece potreste dirgli per farlo desistere.

Baldessari: Un giovane deve desistere da questa professione se non ha la curiosità, la voglia e il continuo ardone di guardare con gli occhi, toccare con le mani, parlare con le persone e non solo esclusivamente di architettura. Sono necessarie una grande energia, curiosità, disponibilità nel muoversi, parlare, ascoltare, proporre, facendosi contaminare sempre, quotidianamente, dall ‘arte, dalla pittura, scultura, musica, in una sorta di convivenza continua con il mondo della teatralità. Il teatro è un deposito di elementi, segni e tecniche: nel teatro lo spazio è mutevole, può variare le sue dimensioni in base alle scenografie, luci, quinte; è una palestra di esperienze umane, compositive, progettuali. Un giovane che si avvicina all ‘architettura non deve dimenticare di essere parte di una piattaforma, quella italiana, ricca di cultura e storia: la sfida di oggi è quella di riscattare una forma innovativa di linguaggio senza tradire la tradizione. D ‘altra parte tanti stranieri ambiscono a studiare in Italia e il ruolo del PREMIO PIDA risiede in questo: tessere relazioni tra diversi ambiti nazionali e internazionali. Merito va a chi lo ha pensato, proposto e a chi lo sta portando avanti con passione e dedizione.

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Tre parole per l ‘oggi e tre parole per il futuro.

Baldessari:

Tre parole per il presente: alimentare la curiosità, non perdere fiducia e avere il coraggio di sperimentare e di metterci cuore, occhi e mani. Anche se oggi siamo sopraffatti dalla tecnologia, il ruolo dell ‘architetto è quello di avere sempre in testa un pensiero, un ‘idea e saperla trasformare con i mezzi più idonei della comunicazione. Per il futuro: il ruolo dell ‘architetto è ancora da rafforzare, non tanto perche gli attori ne abbiano fatto perdere il tono, ma forse perche una parte del mondo ha un po ‘ messo in ombra questa professione. Un giovane architetto ha dunque una missione: riscoprire la propria capacità di incidere nella società riscoprendo il valore sociale dell ‘architettura, quella che costruisce città, spazi, paesaggi.

 

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facciata 4Hotel Villa Romantica_Limone lago di Garda

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