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Intervista a Matteo Piazza_PREMIO PIDA Fotografia 2014 – di Roberta Melasecca

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Il comitato scientifico del PREMIO PIDA ha conferito il PREMIO PIDA Fotografia a Matteo Piazza, per aver fotografato l ‘architettura con occhio attento sia alla specificità della stessa, sia alle potenzialità artistiche del mezzo.

Matteo Piazza è nato a Milano nel 1959. Laureato in architettura al Politecnico di Milano nel 1984, svolge da allora l’attività professionale di fotografo occupandosi principalmente di architettura, interni e fotografia industriale, con “incursioni” nel mondo dell’arte contemporanea. Collabora con diversi editori di libri di architettura, sia italiani sia esteri. Le sue fotografie sono pubblicate sulle principali riviste internazionali di architettura, design e nautica.

E’ presente con un suo portfolio nella sezione “architettura” del prestigioso sito francese www.obsessionphoto.com che raccoglie i lavori di grandi fotografi di tutto il mondo. Il numero di aprile 2011 della rivista online di Hasselblad Italia (Victor Italy) ha pubblicato l’intervista “Matteo Piazza, Architetture made in Italy” a cura di Erika Bussetti, e un portfolio di suoi lavori realizzati in Italia, Francia, Grecia, Stati Uniti, Brasile e Libano.

Ad Ischia, durante la settimana del Premio PIDA, nella serata conclusiva del 25 luglio 2014, presso Palazzo Piromallo – Tenuta Calitto – Forio, Matteo Piazza presenterà la mostra Statue of Liberty: un servizio fotografico all’interno del monumento “icona” di New York, un percorso nel “ventre” della Statua dalla suggestiva e fortissima valenza estetica.

Statue of Liberty 20 per press

Quando entri nell’immensa caverna della statua, sei investito da uno straordinario mondo che ti avvolge e risucchia come in un abisso capovolto. Sembra improvvisamente che la forza di gravità ti spinga verso l’alto poiche avverti la pressione di essere in profondità. Tutto ha un unico colore, scuro, metallico, tenebroso in basso, ma che varia e si moltiplica annullandosi nel chiarore tiepido della sommità. Senza volerlo sei immerso in un puro spaesamento. Più che altro ti accorgi che stai vivendo un’esperienza marina: stai lentamente (e inconsciamente) risalendo i fianchi vertiginosi delle pareti di “piombo” avvinghiate da “alghe”, unici filamenti di luce. Forse sei in un sogno. Per un attimo cerchi allora di accertare la tua realtà richiamando la coscienza. Scruti le pieghe sottili delle lamine di rame – che definiscono la pelle del gigantesco involucro – per assicurarti qualche appiglio, un punto di riferimento con l’esterno; la sporgenza del ginocchio, la concavità dell’anca. Tutto è vano: ora, queste superfici sono solo confini inattraversabili per lo sguardo. Non c’è più alcuna relazione con il mondo dei mortali che prima ti appariva così chiaro, ma ora fatichi a conoscere. E allora ti abbandoni a questa vastità fluida. La folla delle immagini avanza ondosa con la rapidità dei ricordi. Ormai sei già rinchiuso nel Nautilus di Jules Verne, il quale però non ti porterà a scoprire alcuna nuova Atlantide, ma quell’immenso nulla che ti sovrasta. Quando lo scorgerai rimarrai attonito di fronte all’impenetrabile, originario enigma della Libertà.” (Renato Rizzi)

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Parole chiave per definire il suo lavoro.

Piazza: In tutta la mia attività ho sempre privilegiato la collaborazione con gli architetti e con le riviste di architettura. Documentare le architetture: su questo si basa il mio lavoro quotidiano. Il mio è un approccio umile, modesto: il progetto è sacro, così come il rapporto con il progettista. Il mio must è essere al servizio, cercando di misurarmi continuamente con il tema della ricerca e della qualità.

La fotografia strumento di conoscenza/comunicazione dell ‘architettura?

Piazza: Ritengo che la fotografia sia non solo un potente strumento di conoscenza della realtà, ma una sorta di traduzione dell ‘architettura: un modo per valutare, capire, scoprire le particolarità e i segreti di ogni progetto.

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Ad Ischia presenterai la tua ricerca fotografica sugli interni della Statua della LibertàÔǪ

Piazza: Le foto che ritraggono gli interni della Statua della Libertà sono state realizzate nel 1998 ed hanno origine da una conversazione con Renato Rizzi, docente allo IUAV di Venezia. Sono foto molto importanti per me: realizzate su mia iniziativa e non su incarico. E ‘ uno dei pochi lavori che rientra in un campo più autoriale ed artistico: la sfida di affrontare un ‘icona del mondo contemporaneo, un omaggio al genio di Gustave Eiffel. Nonostante questo sia un lavoro di ricerca personale, in nulla si differenzia dal mio lavoro quotidiano di documentazione dell ‘architettura, basato sulla conoscenza, sull ‘approfondimento continuo dei temi del progetto.

Tre parole per l ‘oggi e tre parole per il futuro.

Piazza: Sono molto ottimista ed ho grande fiducia nel futuro, nonostante il periodo attuale molto difficile e complesso. Andare sempre avanti, senza perdere la speranza e cercando nuovi spunti e nuove idee.

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