La scuola serve a spostare i mobili? – di Alessandra Muntoni

Neutra Kaufmann

Nel suo libro La scuola non serve a niente (Laterza), Andrea Bajani, per replicare alla diabolica quindicenne che aveva disinvoltamente pronunciato la frase che l’autore usa come titolo, racconta questa storiella. Un suo amico, un docente universitario di Modena, non sapeva come comportarsi con la signora che gli faceva le pulizie di casa e che gli cambiava continuamente la disposizione dei mobili. La cosa gli causava profonda irritazione, perche la signora appoggiava il suo divano preferito alla parete opposta a quella dove lui era abituato sedersi. Per non essere sgarbato, e sperando che la signora capisse da sola, ogni volta riposizionava il divano al solito posto, ma ogni volta lo ritrovava collocato alla parete di fronte. Finche, seccato ma stanco di spostare mobili, il suo amico si era seduto sul divano spostato e si era accorto che da lì inquadrava perfettamente il campanile della piazza. Sorpreso e felice, aveva lasciato il divano dove lo aveva messo la signora delle pulizie.

Al contrario della Storia di un povero ricco di Loos, dove invece il padrone di casa diventa infelice perche rispetta il divieto di spostare alcunche nella casa che l’architetto gli aveva progettato.

Bajani usa il raccontato dell’amico come metafora per spiegare a che cosa serve la scuola: serve a spostare i mobili, cioè a spostare quelle idee che si sono immobilizzate e che perciò non riescono più a farci progredire.

Le metafore, però, navigano sempre lontano dal problema che vorremmo risolvere. Si potrebbe, infatti, dire non serve a niente di quasi di ogni cosa, e lo stesso Bajani lo sa. Non serve a niente la bellezza, la felicità, l’arte, la poesia, persino il denaro.

Allora dovremmo chiederci il significato del verbo servire: essere utile a qualcosa? Avere bisogno di qualcosa? O semplicemente servire qualcuno? La replica alla studentessa, allora, potrebbe essere: la scuola non è serva di nessuno.

1 Comment

  1. max 18/05/2014 at 18:00

    Bisogna per forza essere inteligenti? No.. anzi più tonto sei e più vivi tranquillo e senza problemi! Ma cosa sono i problemi? Qualcosa che non ti fa vivere sereno. Più che altro serve darsi degli obiettivi di base molto bassi e facilmente raggiungibili in modo da preservare la propria libertà Il che significa che non bisogna possedere più di chi ti contorna e bisogna avere abbastanza tempo per potere assaporare la vitae la bellezza. Io ultimamente cado in una sorta di sindrome di Stendhal per la bellezza della natura che mi circonda . mi metto a guardare le cose più piccole o il suo insieme, i colori, il vento che mi accarezza la pelle e mi prende una sorta di felicità che mi fa commuovere di quanta bellezza ci sia. A volte si hanno cosi tante cose che non riesci ad accorgerti della bellezza della Terra. Quando te ne sei accorto ecco che diventa facile occuparsi di qualsiasi cosa al di là di poche convenienze utilitaristiche. La scuola è capire le cose da autodidatta perchè nessuno mai ti spiegherà di più di quello che vuoi capire tu stesso. Ecco perchè non servono a nulla i crediti formativi per il continuo aggiornamento professionale. Sono banali mezzucci burocratici inventati da persone ottuse.

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