Viviamo in un periodo di reazione, di autoflagellazione, di banalizzazione. Credere che il rigorismo sia la cura dell’estetismo è un errore, nel quale periodicamente precipitiamo credendo che l’arte sia solo una serie di contenuti più o meno chiaramente espressi. Il contenuto principale dell’arte è invece la forma. Ma non perchè questa costituisca un orpello, ma perchè è solo lavorando sulla forma che i contenuti perdono la loro quotidiana banalità e acquistano una dimensione estetica, cioè legata alla percezione e alla contemplazione, e quindi a un punto di vista inaspettato e arricchente che altrimenti non avrebbero. I banalizzatori della forma, i sostenitori del contenuto per il contenuto, se hanno il merito di riportare l’arte alla concretezza della vita, ce la restituiscono però tronca e banalizzata. Spesso perchè sono dei mediocri che non riescono a entrare dentro la complessità dell’arte e quindi dell’esistenza stessa.

1 Comment

  1. Maria Irene Vairo 21/05/2014 at 07:55

    sono d’accordo, anche io facendo delle mostre mi rendo conto che chi si dedica all’arte vuol nella maggior parte dei casi esprimere dei contenuti, diffondere la propria idea del mondo e dell’uomo, ma ci├▓ che colpisce il visitatore attento non ├¿ la denuncia di qualcosa, ma un modo pi├╣ sottile e impreciso di comunicare

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