Metrocubismo – di Marco Ermentini

Metrocubismo

In dieci anni in Lombardia sono stati consumati diecimila ettari, ma la cifra che fa davvero impressione sono quei 41mila ettari, pari a due volte l ‘estensione di Milano, che oggi sono aree agricole e che nei prossimi anni (salvo il protrarsi della crisi) potrebbero venire urbanizzati in base ai piani urbanistici già in vigore.

Così abbiamo sotto gli occhi un’urbanistica fallita, basati su dati quantitativi, su metri cubi, una specie di “metrocubismo” che non è una corrente pittorica degli inizi del 900, purtroppo è molto peggio. Un’urbanistica Incapace di stare a contatto con le cose e con le persone. Angusta, che semplifica il complesso, che crea separazioni tra teoria e pratica, frutto di calcoli puramente virtuali.

Quindi è necessario cambiare registro, serve un grande cambiamento verso un progetto ispirato al principio del risparmio del suolo, serve una moratoria. Questo non vuole dire non fare più niente bensì fare in modo più intelligente. Serve un nuovo inizio, una piccola rivoluzione.

1 Comment

  1. Giuseppe Cangini 21/05/2014 at 21:45

    D’accordo sugli effetti del ‘metrocubismo’ figlio diretto di un ‘mercatismo’ altrettanto ottuso ed indimostratamente auto-assolutorio.

    Il problema è che le soluzioni proposte fino ad ora (per quel che è a mia conoscenza) sono almeno altrettanto pericoloso, perchè si risolvono nella creazione del tutto arbitraria di misure compensative.

    In sintesi quasi sempre nella creazione di una sorta di mano morta comunale aventte ad oggetto aree, comunque sottratte alla loro funzione economica e/o ambientale originaria.

    Aree che nell’attuale situazione delle finanze comunali verranno utilizzate o per ‘calmierare’ i prezzi delle aree nuove (magari a favore di chi si faccia avanti al momento ‘opportuno’), disincentivando il recupero, o per finalit├á non essenziali, cio├¿ cmq negando l’ipotesi di partenza e, cio├¿, ridurre le superfici sottratte alla loro destinazione originaria.

    Nei casi peggiori, diventando oggetto di speculazione selvaggia, non nel senso di… wildlife.

    Bisognerebbe elaborare procedure di auto-confinamento della pianificazione, con possibilit├á di poche documentate eccezioni (non assistite da compensazione, in modo che sia evidente la loro natura eccezionale e non di ‘mercimonio’ e/o di tassazione impropria, cmq fonte artificiosa di finanziamento per gli enti pubblici).
    …qui mi fermo, perch├¿ non ho gli strumenti scientifici per procedere.

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