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Zero a zero – di Eduardo Alamaro

Zero a zero – di Eduardo Alamaro

Autore: Eduardo Alamaro
pubblicato il 11 Aprile 2014
nella categoria Parole

"Io sono zero". Mi ferma un nero piuttosto cioccolata e mi sorride mentre busso il citofono qui sotto. A Napoli-Vomero. L'uomo nero-cioccolata mi chiede l'elemosina. Mi dice che ha fame. E ' giovane, ha un bel volto da rappresentante di mutande. Non mi sembra nemmeno tanto mal messo. E poi quel suo "Sono zero" mi ha preso subito. Mi fa simpatia, mi pare condizione d'avanguardia. Dell 'umanità barbara di grado zero radical venuta in nostro soccorso dall 'Africa. Anzi, mo ' che lo vedo bene in faccia, mi pare simpatico come Louis Armstrong. Metto mano subito al borsellino. Mi capita un euro sotto le dita e glielo stringo forte in mano con furbizia (perche sennò quello l 'euro me lo butta in faccia, troppo poco). Sento che la sua è una mano ruvida, callosa, faticata. Al contempo gli dico sorridente: "Guagliò, pur'io so' zero. Stiamo Zero a Zero". Quello capisce la battuta. Mi sorride ancor di più, ammicca, ammocca. Incoraggiato mi dà una pacca sulla spalla come d 'intesa e poi se ne va felice e contento. Come se gli avessi dato cento euro. E' andata bene.

Torno allo studio, accendo il computer e leggo le mail in arrivo. Una di queste mi informa che a Milano inaugurano la settima edizione del Triennale Design Museum. La quale focalizzerà per un anno, fino al 22 febbraio 2015, il tema dell'autosufficienza produttiva, declinata in tre periodi storici cruciali. A...a....a.... autarchia, austerità, autoproduzione. E cioè tre step: gli anni trenta, gli anni settanta e gli anni zero. Cioè gli anni nostri, quelli neri in corso zero. Quelli autoprodotti fai da te e del ridotti all'osso". Inventatevi qualcosa, corsi di sopravvivenza. Si salvi chi può. Abbandonare la nave di capitan Schettino. Concilia? Concordia? Speriamo almeno di pareggiare la partita con la vita. Di fare Zero a zero, col sorriso bonario autoprodotto del nero Armstrong di Napoli-Vomero di cui sopra. E 1 euro d 'accompagnamento come mancia. (Se se lo prende ancora, l 'uomo nero cioccolata. Che forse era veicolo zero-pubblicità del Triennale Design Museum). O no?

Ma non finisce qui. Scarico un diluvio di mail da Milano, Salone del Mobile 2014. Apro a caso questa del MISIAD che mi domanda: sei un designer autoproduttore? Lavoriamo per te. Per far emergere eccellenze culturali. Associati subito!! Clicca qui, contatti: www.misiad.it ÔǪ E poi un 'altra dal caro, vecchio amico social Ugo la Pietra che tra dentro e fuori Salone 2014 è presente, prodotto o autoprodotto, in sette mostre sette e qualche dibattito di contorno. Implacabile, imbattibile Ugo d 'Epoca! Leggo le iniziative: si va dalle situazioni toste alla Permanente dei "nati nel '30, nella Milano di Piero Manzoni", alla "Casa morbida tra arte e design" al Poldi Pezzoli. Mi fa simpatia e andrò certamente alla Enoteca Ombre Rosse, vino servito nei boccali di Calta-girone, girone degli infuocati: progetto la Pietra, realizzazione Morales. Alla salute!!