La vita è un viaggio – di Marco Ermentini

la vita è un viaggio

“L’Italia resta un luogo affascinante, e lo sappiamo. Una terra benedetta dal clima, splendente d’arte, sontuosa a tavola e ricca di cordialità. Ma non basta. Manca quel sentimento condiviso che, in passato, abbiamo conosciuto. Nel dopoguerra, per esempio Italo Calvino, descrivendo l’atmosfera in cui nacque Il sentiero dei nidi di ragno, scrive:” Non era facile ottimismo o gratuita euforia; tutt’altro: quello in cui ci sentivamo depositari era un senso della vita come qualcosa che può ricominciare da zero, un rovello problematico generale, anche una nostra capacità di vivere lo strazio e lo sbaraglio”. Nulla di tutto questo è percepibile oggi. Le generazioni sono vagoni piombati, ognuno diretto verso la sua misteriosa destinazione.

Il treno dei ventenni prende molte strade. I ragazzi del Sud salgono al Nord, i ragazzi italiani-del Sud, del Centro e del Nord- passano sempre più spesso la frontiera. Ogni anno almeno sessantamila si trasferiscono all’estero, sette su dieci portando con se un diploma di laurea.”

Beppe Severgnini in La vita è un viaggio, 2014

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