Torre di controllo, Marina di Ragusa_Maria Giuseppina Grasso Cannizzo – di Elisabetta Fragalà

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Torre di controllo, Marina di Ragusa.

La torre di controllo del porto di Marina di Ragusa, progettata da Maria Giuseppina Grasso Cannizzo, ricerca l ‘essenza della materia. L ‘eleganza con cui i materiali sono utilizzati e accostati fra loro fa sì che l ‘oggetto architettonico richiami a se l ‘attenzione per la sua bellezza.

Oltre a dover simboleggiare la struttura portuaria, la torre è stata pensata per assolvere tre funzioni: il controllo del porto, la residenza del guardiano e la vendita del gasolio. Il committente aveva inoltre richiesto una soluzione progettuale alternativa che rispondesse ai limiti imposti dal precedente progetto, ovvero le fondamenta che erano già state costruite e l ‘altezza della struttura che era già stata fissata.

La torre, che appare leggerissima, è costituita da tre volumi che innalzandosi si smaterializzano nell ‘aria, perdendosi in quel confine sottilissimo che sta all ‘orizzonte, in quella linea specchiata che riflette l ‘azzurro del mare e l ‘azzurro del cielo.

Come in un ‘astrazione metafisica, le due dimensioni parallele, quella del mare che nasconde e quella del cielo che rivela, si sfiorano. Così anche i primi due volumi, poggiati l ‘uno sull ‘altro, si elevano insieme, distaccandosi da un terzo corpo, quello terreno, che resta ancorato al suolo.

Il primo volume è trasparente e si disperde nell ‘aria, il secondo è pieno e si appiattisce seguendo la linea dell ‘orizzonte, il terzo è stabile, piantato nel terreno.

Una struttura in acciaio a vista, sostenuta da due appoggi laterali, tiene la prima scatola di vetro, un osservatorio da cui è possibile controllare il traffico portuale. Il secondo volume, appeso al primo, è un contenitore di metallo zincato che ospita la casa del custode, raggiungibile da una scala metallica, progettata come prolungamento della struttura esterna. Il suo profilo, seppur esile, basta ad equilibrare gli slittamenti laterali che sfalsano i volumi.

Il terzo volume è un locale tecnico dove avvengono le attività di rifornimento del carburante. Una grande bucatura sul fronte sud relaziona l ‘interno con l ‘esterno, facilitando il rapporto con il pubblico.

I tre volumi sono attraversati da un pilastro in cemento armato che si erge come un totem svuotato che al suo interno contiene i servizi e gli impianti.

Le aperture, collocate in posizioni opposte lungo l ‘asse nord- sud, assicurano la ventilazione naturale dei tre elementi. Il vetro utilizzato per schermare il primo volume e per gli infissi è stato scelto per garantire il benessere degli operatori e per proteggerli dagli abbassamenti e innalzamenti di temperatura.

Il secondo volume, retto da una struttura portante in acciaio, ha un tamponamento in lamiera metallica leggera, uno strato di coibentazione termica, pannelli di fibrocemento e una parete ventilata in zinco titanio. Il terzo volume ha una struttura indipendente in c.a. ed è rivestito da una parete ventilata in legno.

Durante le ore del giorno, la torre ha un aspetto mutevole che varia a seconda della luminosità. Al tramonto assorbe le calde tonalità della luce e le riflette sulle superfici vetrate che si colorano con le sfumature del rosso. Le texture dei materiali usati, vetro, zinco titanio e legno, sono filtrate dalla luminosità del colore, e mescolandosi si accordano perfettamente al rosso acceso della struttura metallica esterna. All ‘imbrunire la torre si illumina e diviene un segno luminoso visibile anche a grande distanza.

PHOTO di Helène Binet

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