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Sospeso – di Eduardo Alamaro

Fuori-Salone

La parola chiave per aprire con gioia il recente Salone del Mobile di Milano, e soprattutto lo spettacolare fuorisalone, è sospeso. Pausa, intermezzo, sospensione di giudizio e pregiudizio. Rimandato tutto a settembre, alla prossima occasione giudiziaria. Inferno o Paradiso?

E ‘ perciò piacevole girare liberi per Milano. Spassarsi tra gli incerti e gli incerchi. Tra color che son sospesi nel girone del Cosacerchi? Appesi ad un filo colorato di dis-corso (Vittorio Emmanuelle), non si sa mai. Per noi tutti, precari abitanti di una scultura di Calder mossa dal vento dei modi e delle mode. Sospesi e sospetti in un limbo (e forse in un lombo) della critica prossima ventura e d ‘avventura. Tra i venti e gli eventi d ‘artediffusa e designfuso. Tra arte a pacchetti e industria a blocchetti. Tra postartigianato possibile e design impassibile. Tra produzione certa e autoproduzione incerca di acquirenti. Tra Poldi e Pezzoli, Bagatti e Valsecchi, Trazione e Innovazione; Stanlio ed Ollio, Sansone e Dalila, Giuditta e Oloferne; Silvio e Francesca, Ric e Gian, Prestinenza e Puglisi. Tra casa morbida e lavoro tosto, quando c ‘è. Girando e ri-girando in una vita da Salone dell ‘im-Mobile a puntini sospensivi milanesi. Vita possibile e giocosa, oltre che Giò casta. (Ma senza più pericolo d ‘Edipo).

Un ‘atmosfera tenace di sospensione sospendente che mi sospinge con incrollabile fede fino a cuore sacro di Milano. Versus la nostra bella Madunina che te brillet de luntan. Nell ‘Oltredesign, fino a Rho e la città metropolitana Expo p.v. Che mi fa andare sospeso e cercante nel bel mezzo della navata centrale del Duomo, imbattibile per antica modernità, nei secoli de ‘ secoli. Amen.

No, non è possibile, anche qui?, esclamo e reclamo. Infatti un vigile guardiano del sacro imMobile in divisa (che sembra un generale tedesco tuttopunto, come quello nel famoso film di Totò e Peppino a Milano (ma noi artigiani non eravamo alleati del design?, nda) a domanda mi risponde: Oggi la Messa delle 12,30 è sospesa.

Ma come? Sospesa proprio nella domenica delle Palme del Signore del design, nostro pane e pene quotidiano? E quello, didattico, cortese: Il cardinale ha tirato per le lunghe la Messa artigiana (tutta fatta a mano e cuore) delle 10,30, che è finita perciò da poco ÔǪ. E non c ‘è un prete di riserva più industrioso, un vice cardinale celebrante veloce, un aiutante di campo pertinente ed impertinente, un servo di scena artigiana del Signore, uno qualcuno-qualsiasi che celebri una sveltina commerciale concentrata in vece sua?, domando ancora insistente. No, non c ‘è nessuno. Torni oggi alle cinque: la Messa per il momento è sospesa. E mi spinge di brutto. E mi accompagna così fuori, verso la porta del tempio. Mi ributta impietoso nel fuorisalone del Mobile laico di Milano. Che mondo crudele, quello del design allargato e allegato!

Me ne vado, si me ne vado, penso subito di picca e ripecca. Torno a Napule, non son toni e modi da usare, questi. Vado nel mio alberghetto economico, mezza stella di latta. Preparo le valigie e due pacchi zeppi di libri e cataloghi. Prenderò il primo treno per il Sud, penso, penzolo. Vado trafielatto alla stazione monumentale. Dilemma: scale mobili o rampe? Rompo e zombo ÔǪ. e in qualche modo chissà come sono su.

No, non è possibile, è una congiura, è una disdetta!!, grido. Sui tabelloni luminosi leggo infatti una sfilza di: TRENO SOSPESO, ÔǪ. treno sospeso, ÔǪ treno sospeso.ÔǪ per SCIOPERO FERROVIERI, torna domani-design, è meglio. Altrimenti sopprimiti sotto un treno ad alta velocità design. (Ma prima oblitera il biglietto, nda).

Che fare? Che faccio? Vado al bar per un caffè. Scusi, domando al barista: qualcuno del Salone del Mobile per caso ha lasciato un caffè sospeso? E ‘ la giornata buona, mi pare. Quello del bar mi guarda strano, come fossi un marziano a Milano: Come? ÔǪ sospeso cosa?. No, rispondo, balbetto, chiedevo così, è solo una domanda, solo una curiosità, tanto per chiudere bene questa cusarella sospensiva per la PresS/T. E quello, tosto: PresST-che? PresST-chi? Che design hai detto?. No, niente, era come dire presSTdada, .. cioè PresS/tatemi un euro per un caffè: ho perso i soldi e il tempo nel Salone 2014.

E me ne vado veramente. Ma non so dove. Forse a quel Paese mio che non c ‘è.

Buona Pasqua e buona pasquetta a tutti, Eldorado.

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