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Il senso etico e morale dell’Architetto: SAPER FARE!_ di Marilena Alfano

Il senso etico e morale dell’Architetto: SAPER FARE!_ di Marilena Alfano

Testo inedito

Forse un giorno anch ‘io abbandonata la veste di studentessa, abbandonerò la visione che l ‘architettura, il suo studio e ciò che io stessa, andrò – si spera – a realizzare siano il regalare qualcosa di vivibile, fruibile e accettabilmente visibile alle generazioni future. Che il bello sia soggettivo da tempo è conosciuto, ma che lo siano anche il buon senso e la misura questo proprio no. Dunque, quando realizziamo, per favore, facciamolo per bene, con quell ‘ intelletto che da sempre ci contraddistingue come essere umani.

Un sano orgoglio ci rapisca, non permettendo che la tana di un animale sia o almeno come intenzione – di gran lunga superiore alle nostre abitazioni! Ci sono uccelli che realizzano per giorni, o meglio, intere settimane, il proprio nido, con la meticolosità di sceglierne ogni filo d ‘erba. Aggiungono rametti o sassolini all ‘ occorrenza, ponderandone il loro effettivo utilizzo. Ne studiano la stabilità, ne studiano la posizione, il luogo adatto dove costruire.
Noi, invece, figure professionali di altissimo livello, ci distinguiamo da essi poiche abbiamo grandi aspirazioni: vogliamo stupire. Troppo spesso, le nostre matite o, in alternativa software che ci permettono di visualizzare l ‘ irrealizzabile, ci accompagnano in percorsi dove l ‘immaginazione si trasforma in pure follie visive, tanto da far male agli occhi. L ‘individualismo, la gloria e la fama personale ci attirano nel loro pericoloso vortice a sfavore dell ‘ impegno etico, sociale e morale che da studenti abbiamo ammirato nei nostri ‘padri ‘. Poco ci preoccupiamo di tenere in considerazione le esigenze e il buon vivere della città, di ricucire periferie sventrate, di dare un senso a centri storici, per lo più disabitati, che annaspano fra le onde della realtà. Dimentichiamo gli obiettivi dei nostri progetti da studenti – la collettività – e realizziamo colate inermi ed inerti di cemento che si estendono e producono lo stesso terrore e sgomento di colate laviche. Diventiamo settoriali e indifferenti alle problematiche della città, non curandoci che i nostri studi prevedevano un sapere globale. Abbiamo fame di realizzare cosi come da studenti avevamo fame di meditare per poi progettare. Ci aiutiamo a perseguire fini individuali attraverso nuove costruzioni, senza ricordare parole come riusare e riqualificare, e cadiamo in baratri sempre più profondi dove nostre firme approvano edificazioni accanto a discariche e rifiuti.
Non lasciamoci andare! Ritroviamo le nostre passioni, quello per cui, con fatica, abbiamo tanto ambito a diventare!

Non è un caso se siamo architetti: dobbiamo Saper Fare.

 

DATI PERSONALI:
Nome: Marilena
Cognome: Alfano
Data e luogo di nascita: 18/07/1988 Maratea
Professione: Studentessa

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