#PRESSTLETTER#CRONACHE E STORIA o GENNAIO 1964 – di Arcangelo Di Cesare

gennaio1964

Il 18 febbraio 1564 ricorreva il quarto centenario della morte di Michelangelo e la rivista gli dedicò il fascicolo di Gennaio. Lo fece, con l ‘impostazione critica di sempre, non come mero atto contemplativo ma come strumento fecondo per mettere in risalto le qualità dell ‘opera Michelangiolesca. Tra i tanti temi sviluppati dal maestro, e ripreso dalla rivista, ci fu quello legato alla poetica del non-finito.

Quest ‘argomento, oggi adoperato distrattamente dall ‘opinione pubblica per circoscrivere l ‘incompiuto delle opere edilizie pubbliche, è in realtà qualcosa di più profondo e sfuggente, capace di affascinare intere generazioni di Architetti.

E ‘ una condizione interiore, una sorta di presa di coscienza che, si sviluppa nella mente dell ‘artista man mano che il pensiero matura la consapevolezza di quanto sia esigua l ‘esperienza umana.

Di conseguenza, indicare all ‘interno di un percorso, pur irripetibile e segnato dal genio, un punto di arrivo è impossibile e a volte inutile.

Lasciare gradi di libertà stimola, da sempre, la misura espressiva degli uomini.

L ‘altro interessante tema del fascicolo fu l ‘uso del materiale critico e documentario elaborato dagli studenti della facoltà di Architettura di Venezia.

Per riscoprire le visioni Michelangiolesche si scelse una serie di plastici interpretativi realizzati con i materiali più disparati: carta, vetro, plexiglass, ferro, fili e lamiere.

Il risultato, primo nel suo genere, fu sbalorditivo e servì a dimostrare come, negli anni sessanta, le università italiane erano capaci di produrre cultura e non solo di trasmetterla.

Non esattamente com ‘è avvenuto in questi ultimi anni, in cui siamo stati capaci di produrre un ‘infinità di cattedre per trasmettere sempre più faticosamente un sogno che difficilmente riesce a tramutarsi in realtà.

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