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Fiume – di Marco Ermentini

fiume

Nessun uomo può entrare due volte nello stesso fiume perche ne il fiume, ne lui stesso saranno mai uguali. Il vecchio detto di Eraclito, pronunciato più di 2500 anni fa, è sempre meravigliosamente vero. Il fiume muta volume, velocità, temperatura, trasparenza, colore, percorso e suono pur rimanendo lo stesso. Analogamente noi cambiamo continuamente pur conservando la nostra identità. Ogni fiume ha un suono diverso. Dal ruscello di montagna come lo stupefacente e agitato fiume Latte sul lago di Como, alla calma del Po alla foce. Stare seduto accanto a un fiume placido, osservando attentamente le acque che scorrono, goccia dopo goccia e immedesimarsi in quelle acque, divenire la stessa cosa può essere una grande avventura.

├ê difficile oggi comprendere la fondamentale importanza dei fiumi nell ‘evoluzione del territorio. ├ê da un secolo che i fiumi sono stati isolati, segregati, dimenticati e ridotti a cloache urbane. Tuttavia un tempo le città venivano fondate sull’acqua. Era il bene primario per l’alimentazione, la coltivazione, il lavoro e i trasporti. Il nostro compito è ora quello di comprendere a fondo la formazione dell’identità paesaggistica per capire il passato e progettare il futuro. Così il legame fra il fiume e la città deve essere ripensato, dobbiamo lavorare per riconnettere le persone ai fiumi. Rompere l ‘isolamento cercando di progettare in modo diverso per favorire la vita anche delle piante, degli animali, per migliorare la qualità dell ‘acqua, dell ‘aria e dei suoni senza inquinare ulteriormente. Forse è meglio cambiare noi stessi e adattarci all ‘ambiente anziche provare ad adattare l ‘ambiente a noi.

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