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Eterotopie e dintorni – di Gabriello Grandinetti

Eterotopie e dintorni – di Gabriello Grandinetti

Autore: Gabriello Grandinetti
pubblicato il 24 Aprile 2014
nella categoria Parole

Al proliferare di eterotopie dislocate nel tempo e nello spazio il cui polimorfismo ci induce a discriminare tra quelle più congeniali al dominio dell 'architettura; prende sempre più corpo il riconoscimento di quei contro-luoghi, luoghi fuori dal tempo : Eterocronie che pur costituendo un altrove sono luoghi reali a tutti gli effetti.

Michel Foucault nell 'indagare l 'estraneità degli spazi altri dove si manifesta il mancato sillogismo tra utopia ed eterotopia, nel rovesciare il concetto di spazio tout court esplora la categoria dello spazio senza luogo.

Per Foucault esistono luoghi la cui alterità li consegna a quella singolarità, elogio dell 'anacronismo, costituito da un eterno presente. Per esempio sono eterotopie il teatro, il cinema, le case per anziani, i villaggi turistici, i cimiteri , gli istituti di pena (il Panopticon), ma soprattutto gli spazi museali, le biblioteche, presìdi di un collezionismo archeologico di opere raccolte per vettori tematici.

Quest 'ultime inverano la pretesa della cultura moderna di costruire eterotopie in grado di << () accumulare tutto, l 'idea di fermare in qualche modo il tempo o, piuttosto, di farlo depositare all 'infinito in un certo spazio privilegiato, l 'idea di costruire l 'archivio generale di una cultura, () >>

In un territorio perennemente fertilizzato da reminiscenze storiche, sedimentate da lasciti millenari, allorche attraversiamo questi spazi, è indubbio il senso di straniamento che ci pervade. Collocati come siamo in una terra di nessuno, in un tempo assoluto che immobilizza i fotogrammi della storia omettendo finanche ogni tracciabilità del nostro passaggio che appare sempre più ininfluente.

Simmetrica all 'Utopia : l 'Eterotopia, in quanto luogo, è reale, concreta, localizzabile, ha un sistema di ingressi e di uscite, di regole di comportamento interne ma contemporaneamente è un luogo altro , un contro-luogo che nella sua allusività figurativa è del tutto inadeguato alle connotazioni ambientali del vivere comune .

Se per Foucault: <<Le utopie consolano anche se il loro accesso è chimerico. Le eterotopie inquietanoÔǪ minano segretamente il linguaggioÔǪ devastano anzi tempo la sintassiÔǪ quella che costruisce le frasi, ma anche quella meno manifesta che fa tenere insieme le parole e le cose>>.

Non mancano esempi illuminanti della critica odierna che riconosce le eterotopie in una molteplicità di spazi inusuali, che scardinando il nostro abituale punto di osservazione, riaffiorano come i relitti inaspettati di incauti naufragi, riesumati da una sorte benevola. Paradigmatico esempio di questi luoghi dell 'alterità è il caso della Torre David , il Landmark di Caracas sottratto al destino di un progetto mancato (Centro Financiero Confinanzas).

Già assegnatario del Leone d 'Oro alla Biennale di Venezia (2012), conferito agli architetti di Urban Think Tank per il lavoro di indagine condotto sul grattacielo non finito e poi occupato da 2500 senza tetto che si sono dati regole di comportamento Cohousing, è il testimone delle declinazioni di un riuso squatter e dei suoi effetti collaterali.

Parafrasi dell 'ambiguità di una favelas a sviluppo verticale dove si sperimenta nel quotidiano ogni forma estrema di sopravvivenza contrassegnata dall 'assenza di servizi primari : igienici, idroelettrici, smaltimento rifiuti, ascensori, eccÔǪ sullo sfondo dello skyline della Borsa di Caracas; Torre David nella sua inquietante esemplarità appare come un feticcio urbano erede della cultura della separazione.

Ma la lista degli esempi è necessariamente work in progress. Eludendo la portata simbolica del declino delle utopie del XX secolo, surrogate dalle eterotopie, viste come antinomie dell 'immaginario urbano, possiamo cogliere ulteriori brandelli ideologici impigliati nella lettura di Junkspace di Rem Koolhaas (2001) che, a proposito di distopie urbane, non ci sottrae ad un ulteriore giro di vite sbarazzandosi di un qualsivoglia tentativo pedagogico per rimuovere i dubbi sul che fare. Su una possibile via d 'uscita o trasformazione comportamentale dell 'Homo Consumens, inversione cartesiana di Bauman : consumo dunque sono.

L 'accumulo pervasivo di Junkspace (letteralmente :spazio spazzatura) come agente destabilizzante di una produzione giunta ad uno stadio avanzato, per Koolhaas si manifesta anche in termini di architettura come prodotto di una irriducibile entropia. << Quando pensiamo allo spazio, abbiamo preso in considerazione solo i suoi contenitori. Dal momento che lo spazio in se è invisibile, ogni teoria sulla produzione dello spazio si basa su una preoccupazione ossessiva per il suo opposto: la sostanza e gli oggetti, ovvero l 'architettura. Il Junkspace è la nostra punizione per le loro mistificazioni.>>

Oppure: il suo definitivo travisamento; ad ogni modo una profezia in salsa trash:

Nonostante i continui travasi disciplinari nell 'arte, nella sociologia, nella futurologiain una sessione allargata di brain storming, lo scenario metropolitano prossimo venturo sembra sospingere le nuove generazioni di architetti ben oltre le sponde del trash o del kitsch.

Koolhaas sembra ignaro tuttavia di trovarsi già, suo malgrado, nello SPACE oJunk (la sua variante cosmica) proprio tra i detriti spaziali che ingombrano l 'Universo, immaginiamo a bordo di una capsula orbitale che ne esplora gli strati più densi dell 'atmosfera e i cui effetti gravitazionali possono indurre allucinazioni transitorieÔǪ Ma lasciamo per un attimo il nostro olandese volante nello star system che gli è più congeniale e proviamo a rintracciare il bandolo di un 'ennesima eterotopia.

Operando uno scarto di coordinate, nella sfera della realtà virtuale tra gli eventi in corso nel Cyberspazio. Il luogo altro per eccellenza. Il feedback loop che abbiamo attivato per il tramite del nostro avatar , sembra estremizzare l 'impossibilità di porre in atto la trama di un 'utopia ancora plausibile per i nostri aspiranti followers.

Almeno fino al prossimo tele trasporto in Second Life.