C ‘era una volta l ‘architetto_ di Cristina Perrone

Testo inedito

ÔǪÔǪ.Ah!! Così c ‘era una volta l ‘architetto!! Attoniti, esclamaronoÔǪÔǪÔǪdal greco ß╝Ǥü¤ç╬╣¤ä╬¡╬║¤ä¤ë╬¢, composizione perfetta tra i due grecismi ß╝Ǥü¤ç╬À e ¤ä╬¡╬║¤ä¤ë╬¢, ovvero, capo costruttore, primo artefice, o propriamente architetto.
L ‘architetto, colui che un tempo si dilettava a pensare, elaborare, ipotizzare forme e spazi nuovi o a ripensare, rielaborare e ripotizzare forme e spazi del costruito, dell ‘esistente.
L ‘architetto, attore protagonista di ogni qualsivoglia trasformazione dell ‘ambiente e del costruitoÔǪ..
Ah!! Così c ‘era una volta l ‘architetto!! Sempre più attoniti, continuarono ad esclamare ÔǪÔǪ..sì colui che un tempo si nutriva di viaggi, senza una meta ben precisa ma munito della sola volontà di conoscere, scoprire, approfondire il nuovo, il il divenire delle cose per il raggiungimento dell ‘autentico ed inestimabile valore della scoperta e della ricercaÔǪÔǪ Ah!! Così c ‘era una volta l ‘architetto!! Esclamarono, ridendoÔǪÔǪsì ridendo e non di certo per il grasso e piacevole gusto che la risata in se accompagna, ma con saccente ironia, con spiacevole e freddo disincanto.
Ad oggi, lo scenario si tinge di nuvole nere, di sguardi tristi, di viaggi della speranza, di rifiuti, di abbandoni, di perdite, di irriconoscenza, di ricerca disperata di una nobilissima professione, che un tempo lo ergeva a massima figura esperta nella progettazione architettonica, nel restauro, nell ‘estimo immobiliare, nel disegno, nella pianificazione urbanistica ed in tanto altro ancora.
La svalutazione, la disistima, la fredda e sola ricerca, talvolta, sempre più disperata di lavoro sono gli unici strumenti con i quali l ‘architetto oggi si trova ad operare.
E ‘ una nota stonata, è il pianto di un bambino, è l ‘urlo di dolore, è la disperazione, forse, oggi più di qualsiasi altra professione dello scenario lavorativo, occupazionale italiano.
E ‘ stato forse giusto, aver rinunciato a tutte le notti insonni, dietro rotoli e rotoli di carta lucida, di macchie di caffè, di indelebile china o di interminabili caddicismi tecnici tanti e tali da diventare miopi??? E ‘ stato forse giusto affrontare revisioni, esami, tavole e tavole di elaborati grafici, onerosi sacrifici personali e familiari, a fronte dell ‘ineluttabile scenario prospettico costituito dalla mancanza di lavoro, di sostentamento e dell ‘ancor più triste speranza futuraÔǪ.. Ah!! Così c ‘era una volta l ‘architetto!!ÔǪ.. Fu l ‘ultima esclamazione prima di spirare, definitivamente, ÔǪ..Non è forse la fine delle cose che dà nuova linfa alla speranza ad una nuova e propositiva prospettiva futura???….. Gli ultimi saranno i primi, o ancor di più, è la speranza che non fa morire la cose, è la speranza che restituisce il colore ai grigi e sbiaditi prospetti dei nostri tristi palazzi, è la speranza che crea nuove fughe prospettiche nei nostri spogli e secchi giardini, è la speranza che arricchisce di complementi d ‘arredo le nostre insalubri case, è la speranza che rimpolpa i pieni con i vuoti ed impreziosisce i nostri contesti urbani, metropolitani rurali, marittimi di una luce sublime, ideale ed autentica che, solo l ‘ ß╝Ǥü¤ç╬╣¤ä╬¡╬║¤ä¤ë╬¢ può restituirci con le sue ineguagliabili ed imprescindibili architetture.

DATI PERSONALI:
Nome: Cristina
Cognome: Perrone
Data e luogo di nascita: 27/11/1980, Castelvetrano (TP)
Professione: Architetto

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