6 AMBASCIATE PER IL GARBAGE PATCH STATE: mostra dei progetti degli studenti del Master in Exhibit & Public Design

invito mostra Maxxi-Master Exhibit

Nell’ambito del progetto” The Garbage Patch State Embassy” di Maria Cristina Finucci patrocinato dal Ministero dell’Ambiente, in collaborazione con il Dipartimento Educazione del MAXXI, il Master in Exhibit & Public Design

presenta

6 AMBASCIATE PER IL GARBAGE PATCH STATE

una mostra dei progetti degli studenti partecipanti al Master a cura di Cecilia Cecchini.

OPENING 11 Aprile ore 18.00 – MAXXI Padiglione Dipartimento Educazione

“Il lavoro degli studenti è finalizzato a dare visibilità a un fenomeno poco visibile e sconosciuto alla maggior parte di noi o dice Cecilia Cecchini Direttrice del Master e curatrice della mostra – per sensibilizzare il pubblico e in particolare i bambini con cui il Dipartimento Educazione del MAXXI lavora, circa la necessità di un uso consapevole degli oggetti, non demonizzando le materie plastiche che sono una irrinunciabile risorsa per la società contemporanea, ma promuovendo la loro dismissione sostenibile.

<<Lo “Stato di plastica” esteso quasi come il Canada costituito dalle gigantesche isole di rifiuti che galleggiano sugli oceani, è stato simbolicamente fondato dall’artista Maria Cristina Finucci l’11 Aprile del 2013 nella sede dell’Unesco di Parigi. La sua prima Festa Nazionale viene celebrata con una installazione dell’artista sulla piazza del MAXXI e con l’apertura della sua prima Ambasciata, cui sono stati chiamati a collaborare i partecipanti al Master in Exhibit & Public Design.

Dodici studenti di diverse nazionalità hanno progettato sei diverse ambasciate di questo Stato fantasma , i progetti – a cavallo tra design, architettura e comunicazione multimediale – sono finalizzati a dare visibilità a un fenomeno di enorme portata ma sconosciuto ai più.

Ogni progetto ha fornito una sua interpretazione dell ‘ambasciata di questo Stato immaginario ma nello stesso tempo così reale nella sua azione distruttiva, un ‘occasione per affrontare dal punto di vista progettuale i temi dell ‘inquinamento marino, in un ‘ottica divulgativa ed educativa. Gli studenti hanno elaborato una propria chiave interpretativa di un tema già caratterizzato da due livelli di lettura: da un lato il fenomeno reale del Garbage Patch, dall ‘altro la sua traduzione concettuale ed estetica data dall ‘artista. Si è trattato, dunque, di ragionare su una sorta di lettura di terzo livello interpretando da una parte il vero fenomeno dei rifiuti dispersi in mare, dall ‘altro il lavoro dell ‘artista, senza emularlo.

Nei progetti molti componenti utilizzati o cavi elastici, pannelli traslucidi, tubolari flessibili – sono stati ipotizzati in materiali plastici, proprio per mostrare le forti valenze estetiche che i polimeri artificiali nelle loro molteplici declinazioni, possono avere. Creando così una sorta di corto circuito tra la destinazione d ‘uso dell ‘edificio – l ‘ambasciata di uno stato spazzatura fatto di plastiche abbandonate – e il loro possibile uso positivo e virtuoso.>>

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