Il diritto all ‘inattualità – di Guido Aragona

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Esiste oggi una tendenza all ‘appiattimento delle persone e delle loro riflessioni alla mera attualità.

La forza dei mass media classici o ma direi mass media propriamente detti (giornali, radio, televisione) si riverbera sulla rete nei social e nei blog, oltre che nei giornali on line con le loro parti interattive.

Internet non è solo un fenomeno diverso e avulso rispetto ai mass media, ma qualcosa che con essi interagisce, per molti aspetti essendone modellato, spesso fungendo da complemento e cassa di risonanza rispetto ai media stessi.

In questo contesto, le persone sono costantemente messe di fronte alle notizie del giorno, e la loro mente rischia di essere violentemente appiattita sulla mera attualità.

Esistono alcune ragioni concrete di questa spinta all ‘attualità spicciola, anche non collegate alla natura dei mezzi di comunicazione. In particolare, la pubblicizzazione, oltre che di prodotti e produzioni, di personalità, di ideologie e mitologie in senso Barthesiano. E tutto questo è collegato ad una ideologia produttivistica e consumista, che spinge le persone entro un vortice di consumo che comprende anche il consumo di prodotti culturali (divenuti nient ‘altro che un segmento del mercato). E ‘ piuttosto difficile, oggi, distinguere fra cultura e pubblicità. E ‘ molto raro che i mass media parlino di questioni in astratto: la cultura passa attraverso la pubblicazione e pubblicizzazione ad es. di un nuovo libro, e, nel caso dell ‘architettura, di un nuovo edificio, espresso in genere per veicolare strategie di marketing urbano o culturale. Poca importanza ha se questo sistema o che è collegato al cosiddetto star system o appare esausto, sfinito. Questo sistema è strutturalmente così; o si perpetra in questo modo o muore.

In questo contesto, vorrei ribadire con forza il diritto o forse anche l ‘imperativo non solo morale, ma anche vitale o di ciascuno, di essere inattuale. Il diritto di pensare e di vivere svincolato da questo meccanismo cronico. Ove Kronos, come nel mito, divora i suoi figli: ogni cosa entro questa macina che quotidianamente deve mettere all ‘attenzione delle persone la nuova tendenza, il nuovo prodotto.

Quando mi riferivo all ‘imperativo vitale, volevo appunto dire che se noi ci appiattiamo sulla attualità diveniamo figli di Kronos e verremo divorati.

In realtà non tutto è cronico sul ritmo quotidiano, e non tutto è diacronico. Tante cose sono cicliche. Tante cose si sviluppano su lunghezze temporali diverse, su lunghe durate storiche. E ci sono anche cose che sfuggono all ‘ambito della storia.

Rivendicare il diritto all ‘inattualità è un atto liberatorio e necessario. Non significa affatto rinunciare all ‘innovazione o all ‘aggiornamento, ma invece un opportuno sottrarsi a logiche di mera e passiva fruizione di un prodotto prestabilito, spesso falsamente o negativamente innovativo, originato da ragioni commerciali e non di generale progresso umano.

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