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La fine del Mondo secondo Ercolani – di Alessandro Melis

La fine del Mondo secondo Ercolani – di Alessandro Melis

Autore: Alessandro Melis
pubblicato il 27/03/2014
nella categoria Parole

dalla raccolta di disegni di Massimiliano Ercolani

Mi sono sempre chiesto come sarebbero stati certi dettagli architettonici dei mondi fantastici rappresentati da Jean Giraud e la prima volta che ho visto i disegni di Massimiliano Ercolani ho avuto l'impressione di vedere soddisfatta questa mia curiosità.

Dopo aver conosciuto ed ammirato il suo lavoro, il caso ha voluto che conoscessi Ercolani di persona e con lui condividessi desideri, aspirazioni e progetti.

Lo considero un privilegio visto che in certi ambienti si rischia sempre di considerare e valutare il contributo altrui sulla base di una pregressa conoscenza o dell'appartenenza alla medesima scuola di pensiero.

Comprendo quindi la difficoltà di autori talentuosi come Ercolani, di emergere in un contesto culturale monopolizzato da un'accademia asfittica ed autoreferenziale, incapace di individuare freschezza e innovazione al di fuori dei canoni del Radicalismo dei Sessanta.

Ciò nonostante, grazie al lavoro di altri outsider come Emmanuele Pilia e Barbara Martuscello, non è stata del tutto una sorpresa, scoprire che Ercolani avrebbe curato la versione italiana di War and Architecture di Lebbeus Woods, con il quale avevo appena collaborato ad un numero di Framework su Architettura e Cinema (che presumo sia stata anche la sua ultima pubblicazione). Ed è facile notare l'influenza del maestro americano nelle geometrie post-tecnologiche di alcune delle serie prodotte da Ercolani.

Questi e altri indizi hanno rafforzato in me la convinzione che Massimiliano Ercolani, oltre ad essere bravo, sia un vero appassionato del disegno, disinteressato alle gratificazioni dei circuiti culturali.

dalla raccolta di disegni di Massimiliano Ercolani

Per Massimiliano Ercolani il disegno è, quindi, un vero strumento di conoscenza crossover da usare per assecondare la propria limpida volontà di affidarsi ad un immaginario isotropico in cui cinema, musica, scienza, architettura e fumetto possano convivere.

I 24 disegni della sua personale, di recente tenutasi a Roma, raccontano una storia di un futuro apocalittico e low-tech in cui elementi ludici, autoironici e scarti tecnologici formano un universo alternativo e virtuale: pezzi ritrovati di satelliti, scarti di una civiltà obsoleta, la nostra, diventano occasione per rieditare il mondo attraverso assemblaggi architettonici inconsueti in cui non c'è spazio per il dogma o per l'esclusione.

Aspettiamo di vedere la prossima serie che, ispirata al parassitismo architettonico, pare promettere particolarmente bene.

dalla raccolta di disegni di Massimiliano Ercolani