Sui social si va in fretta – di Antonio Tursi

Social-Media3

┬½Ci hai pensato troppoÔǪ Sei sincero?┬╗, dove il troppo si riferisce a qualche secondo giudicato in più del necessario per rispondere durante una conversazione su uno dei social network nei quali trascorriamo la nostra vita quotidiana. Secondi in più imputati non all ‘incapacità a usare una tastiera o un touch screen ma alla volontà di confezionare in un certo modo la risposta. Un modo percepito come simulazione o affettazione. In una cultura che ha smesso di credere alla forza della parola stampata e dunque che ha perso la disponibilità ad attendere le risposte procrastinate, il just in time di una conversazione tecnologicamente mediata corrispondono all ‘immediatezza e alla sincerità di uno scambio orale, a quella che Ong definiva oralità secondaria. Significativo, in politica, il caso di Matteo Renzi, che conversa su Twitter (#matteorisponde) mostrando di essere parte di quelle tribù glocali effimere ma avvolgenti e dinamiche. Nella fase congressuale qualcuno, dubitando delle sue capacità dattilografiche, ha mostrato di non cogliere questo aspetto decisivo: così fermandosi ancora una volta ad una comprensione meramente strumentale dei nuovi media. Decisivo non è il tempo di battitura ma l ‘abitudine alla condivisione di un ‘esperienza quotidiana con chi partecipa alla conversazione orizzontale e connettiva che si sviluppa nelle sfere pubbliche digitali e che implica l ‘ascolto ancor prima delle rapide risposte. twitter @antonio_tursi

[L ‘Espresso, 6 febbraio 2014]

Scrivi un commento