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Sostenibilità e politica in Nuova Zelanda – di Alessandro Melis

Sostenibilità e politica in Nuova Zelanda – di Alessandro Melis

Autore: Alessandro Melis
pubblicato il 07/02/2014
nella categoria Parole

Sono più sostenibili i modelli urbani ad alta o a bassa densità abitativa?

Difficile affrontare un tema così vasto in poche righe. Può essere però l'occasione per discutere alcuni termini del dibattito.

I dati in mio possesso, ottenuti attraverso le mie ricerche nell'ambito del Sustainable Design, mi convincono che la sostenibilità stia dalla parte dei modelli ad alta densità.

Il caso vuole che Hugh Byrd, il precedente titolare del corso in Sustainable Design, qui, presso la University of Auckland, sia uno dei più influenti sostenitori, a livello internazionale, del modello opposto. La ricerca più nota di Byrd riguarda principalmente, ma non solo, il calcolo a campione della superficie fotovoltaica nelle aree residenziali a bassa densità nell'area metropolitana di Auckland, messo a confronto con quello nelle aree ad alta densità. Dal calcolo emergerebbe che la quantità di energia proveniente dalla prima sarebbe in grado di soddisfare la richiesta di elettricità necessaria per gli spostamenti e, in più, garantire una serie di servizi ai quali Auckland Central non sarebbe in grado di provvedere data l'esigua generazione di elettricità dovuta alle ridotte superfici orizzontali degli highrise.

La conclusione è che basterebbe sostituire gli attuali mezzi a benzina con quelli elettrici per risolvere il problema delle emissioni. La tipologia monofamiliare, se autosufficiente, può quindi essere l'unità minima di un sistema che, se replicato su vasta scala, potrebbe risolvere il probelma del riscaldamento globale.

Le mie obiezioni sono molte e di diversa natura. In questa sede mi limiterò a segnalare che l'ampliamento delle aree metropolitane causerebbe, su scala globale, la riduzione di suolo produttivo. Le conseguenze sarebbero l'aumento della popolazione sotto il limite di nutrizione e l'aumento della CO2, a cui si vorrebbe far fronte coi mezzi elettrici, sia per l'accelerazione dei fenomeni di feedback legati alla riduzione di disponibilità di suolo sia per la coltivazione intensiva, l'uso dei fertilizzanti chimici e delle macchine nella produzione del cibo che è la prima causa singola di emissioni di gas serra.

La Nuova Zelanda è un perfetto caso-studio: il governo, guidato dalla destra di John Key, promuove la strategia della bassa densità, a cui il Council laburista di Auckland, città in cui vive un terzo dei neozelandesi, contrappone la linea della densificazione e della limitazione dei confini urbani attraverso l'Unitarian Plan.

Nonostante sia in gioco la sopravvivenza dell'Umanità, infatti, è la Politica, e non il ragionamento scientifico, a governare le scelte. Per esempio si legge in filigrana che il modello proposto da Byrd meglio si adatta alla concezione iperliberista dell'amministrazione centrale di Wellington, in cui il lassaiz faire si combina con l'economia indotta dalla costruzione di nuove infrastrutture carrabili. Len Brown, sindaco di Auckland, cerca il voto di sinistra proponendo un modello di città basato sui servizi e, di conseguenza, sulla creazione di un adeguata massa critica. La mia proposta di intervenire sulla densità abitativa può anche essere un ottimo strumento di propaganda, a cui non necessariamente la politica farà seguire azioni.

In Italia, nonostante l'apparente complessità, la situazione è la stessa.