#PRESSTLETTER#CRONACHE E STORIA o DICEMBRE 1963 – di Arcangelo di Cesare

dicembre 1963

La presentazione dell ‘Istituto Scolastico Privato Massimo all ‘E.U.R. opera degli Architetti Rebecchini, Lafuente, Lenti, Sterbini e dei F.lli Passarelli, fu il pretesto per aprire un dibattito tra la scuola privata e la scuola pubblica.

Negli anni ’60 era forte la volontà che le scuole statali potessero contare su una serietà di impostazione edilizia, su una disponibilità di aree e su un programma economico pari a quelli di Istituti come il Massimo.

Nella realtà una serie di lungaggini burocratiche, una scarsa organicità degli interventi e lo scarso interesse che la società Italiana poneva alla risoluzione dei problemi scolastici, suonava come un cattivo presagio. Nel 1964 furono, però varate alcuni leggi che fecero decollare l ‘edilizia scolastica.

In questo scenario le scuole progettate dall ‘Architetto Luigi Pellegrin generarono lo stesso effetto che si può provare oggi quando passi dalla musica di Albano a quella dei Pink Floyd.

Lui cambiò il modo di vedere la scuola all ‘interno della città: essa doveva diventarne parte integrante, una sorte di condensatore sociale creato in spazi mai banali.

Per far questo abbandonò le raffinatezze Wrightiane e abbracciò la sperimentazione e la prefabbricazione; costruì 300 scuole, modellò 300 spazi e diede 300 risposte differenti ai temi posti dallo sviluppo dell ‘edilizia scolastica.

Lo fece nella speranza che studiando in quei luoghi saremmo cresciuti meglio di quelli che erano costretti a studiare nelle scatole che parallelamente si costruivano in Italia.

Come al solito riuscì a capire tutto in anticipo dicendo che il grado di civiltà di un paese si vede dal livello delle scuole.

Alla scuola elementare di mio figlio, dopo la risma di fogli A4 e il toner per stampare, mi hanno chiesto anche il contributo per comprare direttamente la macchina fotocopiatrice.

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