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Preferirei di no – di Marco Ermentini

preferirei di no

“Tutto è contenuto nel togliersi”. Questo laconico pensiero di Andrea Emo ci illumina la mente. Ci fa capire che spesso dobbiamo poter rinunciare a qualcosa.

Così è necessario imparare a dire di no, di togliersi, avendo il coraggio di opporsi al senso comune, all’ordine stabilito come faceva Bartleby. Negli Atti degli Apostoli il rilievo secondo cui “bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini” diventa il segreto di ogni resistenza al potere umano qualora esso non si accordi con quello divino.

In un periodo così difficile nel quale è sempre più evidente la sopravvalutazione del mercato, dilaga lo scandalo dell’ esame di abilitazione dei professori di progettazione architettonica, irrompe la precarietà dell ‘avvenire e, cosa ancor più grave, la negazione della possibilità di trasformare la realtà è fondamentale saper dire di no contrastando e resistendo. Essere contro significa avere il coraggio della propria dissonanza ragionata rispetto allo status quo, ma anche di delineare la possibilità di un ‘altra realtà, di un ‘altra possibilità, di un futuro migliore che trovi cittadinanza tra le pieghe dell ‘esistente.

Vedi immagine allegata:

L ‘AIAC fa scoppiare i palloni gonfiati (Azzeccagarbugli) dell ‘Accademia

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