Cosa direste a un anatomopatologo che si vantasse di ben conoscere l ‘animo umano? Probabilmente sorridereste e lo lascereste parlare a vanvera, sapendo che il suo contributo può essere utile, anzi determinante, solo in determinate e non proprio piacevoli circostanze.

Oggi sono sempre più numerosi gli storici dell ‘architettura che si stanno specializzando in anatomopatologia. Bravissimi a dissezionare il cadavere, non si interessano di capire più di tanto cosa costui facesse quando era ancora in vita. Controprova? I concorsi abilitanti per l ‘Università nel settore della storia dell ‘architettura dove professori, alcuni dei quali hanno dedicato la propria vita a pochi e specialistici argomenti, hanno giudicato non meritevoli di abilitazione alcune delle voci critiche ( poi, si può essere d ‘accordo o meno con le loro posizioni) più rilevanti del panorama italiano: Molinari, Orazi, Brizzi. Come a dire: è molto più importante la dissezione di un reperto che la comprensione del mondo in cui si vive.

Eppure oggi c ‘è bisogno di storia: di una trattazione viva, non ingessata, non falsificata dalla retorica e dal luogo comune. Soprattutto a uso degli studenti che non possono essere lasciati a vivere in un eterno presente per il quale non si riescono a trovare chiavi interpretative.

Tutta questa premessa per dire che abbiamo pensato di realizzare una pagina dedicata alla storia dell ‘architettura contemporanea. E che in ventiquattro ore la pagina ha ottenuto oltre 600 mi piace. La storia è troppo importante per essere lasciata ai soli storici. Devono prenderla in mano i critici.

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