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La Belvedere S.p.A. chiama Asymptote e Transsolar in Toscana – di Alessandro Melis

La Belvedere S.p.A. chiama Asymptote e Transsolar in Toscana – di Alessandro Melis

Autore: Alessandro Melis
pubblicato il 20/02/2014
nella categoria Parole

 

Parlare di Pisa dalle isole del Pacifico, questa settimana, è un po' come tornare a casa e scoprire che qualcosa è cambiato in meglio.

La società Belvedere, proprietaria, a Peccioli, di una delle più grandi tenute agricole del territorio collinare pisano, adiacente alle province di Firenze e Siena, ha avviato un progetto di recupero dei 40 casali storici finalizzato essenzialmente alla tutela del patrimonio e allo sviluppo turistico sostenibile.

Di per se l'iniziativa potrebbe ricordare altre operazioni condotte nei territori pregiati della Toscana , che dopo proclami, per la verità spesso demagogici, si sono rivelate, o si stanno rivelando, dei travestimenti vernacolari di banali operazioni speculative.

In questo caso la Belvedere sceglie una via difficile e coraggiosa, ma che, dal mio punto di vista, offre ampie garanzie di risultato.

Non mi dilungherò troppo sul modello bottom-up della società committente, che così realizza una politica partecipativa non solo di facciata, quanto sul coordinamento del design affidato ad Asymptote. Lo studio guidato del duo Rashid-Couture, è, dal mio punto di vista, tra gli studi internazionali più importanti della nuova generazione sia per la sperimentazione avanzata nel campo dell'uso degli strumenti digitali e della comunicazione multimediale, sia per l'impegno nell'ambito culturale e accademico.

L'anglo-egiziano Hani Rashid, tra le altre cose, dal 2011 ha sostituito Wolf D. Prix, nella cattedra di progettazione all'Angewandte ed è presidente della Fondazione Kiesler. Quest'ultima è una segnalazione doverosa per chi, come me, è convinto che la storia debba ancora assegnare la giusta centralità alla Endless House di Frederick Kiesler.

La canadese Lise Anne Couture, invece, affianca al coordinamento della sede newyorchese di Asymptote, la docenza in istituzioni internazionali a partire da Yale.

Detto ciò, i bempensanti potrebbero affermare che l'alta qualità e l'innovazione, o far parte delle collezioni permanenti del MOMA o del centro Pompidou, non siano condizioni sufficienti per operare in un contesto così ambientalmente delicato.

Si potrebbe rispondere che, a giudicare dalla produzione italiana e toscana degli ultimi venti anni, non pare che la qualità sia stata considerata neanche un elemento essenziale!

Ma quest'ultima constatazione, evidentemente, non basta a Renzo Macelloni, CEO della società, che, infatti, cala il suo asso incaricando lo studio numero uno della Sostenibilità mondiale, Transsolar, di affiancare i colleghi newyorchesi nel coordinamento: il progetto deve essere un modello di sviluppo sostenibile e riportare la Toscana, ambiziosamente, ai suoi antichi fasti.

Per chi non lo sapesse, Thomas Auer & Co sono coloro che assicurano un reale valore climatico, energetico ed ambientale a molti dei progetti di Sejima, Gehry, Behnisch, Steven Holl e BIG, tra gli altri, oltre ad aver definito i concept ambientali per piani urbanistici in Europa, America, Asia ed Africa, da Parigi fino alla Masdar city di Foster.

All'expertise di Transsolar, già autori pietre miliari dell'architettura sostenibile, come la scuola di Damasco, con Atelier Lyon, o il Manitoba Hydro, si affidano anche gli architetti che in Italia, fanno della Sostenibilità la propria bandiera, primo fra tutti Renzo Piano, con il quale gli ingegneri di Stoccarda hanno realizzato il progetto Diogene.

L'azione del dream-team sarà infine corroborata dall'apporto dei tecnici locali che si occuperanno dei lavori site-specific.

La prima uscita sarà il progetto, all'ingresso della proprietà, per la copertura del teatro all'aperto ed il collegamento coi servizi.

Aspettiamo di vedere gli elaborati, ma sono certo che, una volta realizzato l'intervento, in molti avranno un motivo in più per visitare Peccioli.