Kiev: eroi e tradizione – di Alessandra Muntoni

1-KIEV febbraio 2014

Un’altra piazza incandescente scrive una pagina di storia. Scontri a Kiev, in Ucraina, tra manifestanti per l’adesione all’Europa e il Presidente Victor Yanukovi─ì che, seppure democraticamente eletto, ha poi rivelato pulsioni dittatoriali, accentrando prerogative di potere e scatenando una inaudita violenza contro gli insorti, pur di restare a fianco della Russia di Putin.

Nel giorno in cui ci si spiega che in Europa le donne sono un capitale umano di gran lunga inferiore a quello degli uomini, un popolo riconosce come icona delle propie libertà di scelta una donna che da anni era stata messa in carcere: Yiulia Tymoshenko.

Ma l’Ucraina fa parte dell’Europa? Potremo dire di si, ma solo in quanto fa parte della storia, della tradizione e della cultura della Russia, nazione della quale è stata componente per secoli. Ce lo dimostra la formidabile qualità della tradizione medievale, dell’architettura e delle leggende popolari russe, le cosiddette byline, tra le quali il ciclo di Kiev è il più importante. Qui sono nate le storie di formidabili eroi: la forte Vasiljssa, il metamorfico Volgà, Dobrynja uccisore del drago, e Iljà di M├║rom gigante contadino che diventa guerriero. Le leggevamo da bambini. Le byline hanno trovato nei primi del Novecento talentuosi illustratori, come A. Tjurin, V. Lukjane─ì e soprattutto I. Bilibin, grafico anche di magnifici manifesti della Rivoluzione d’Ottobre.

La Tymoshenko è stata liberata, Yanukovi─ì è stato destituito, è fuggito ed è ora ricercato per strage. La battaglia, però, continua e il territorio ucraino, sotto il quale corrono i tubi che ci riforniscono di gas, rischia di diventare un nodo incendiario tra USA, Russia e la debole Europa.

Il Galileo di Brecht ci ricorda: “Povera terra che ha ancora bisogno di eroi!”

2 ILJA DI MUROM A.Tjurin

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