Fare la propria parte – di Guido Aragona

michelotti

La democrazia rappresentativa, secondo la fortunata definizione di Churchill ÔǪ è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle forme che si sono sperimentate fino ad ora.

Tuttavia, il sorriso di questo paradosso può svanire. La democrazia può anche essere peggiore se viene lasciata andare a se stessa, se, limitandosi al meccanismo di rappresentanza, si ossifica. Può, in un batter d ‘occhio, divenire un vuoto simulacro dominato totalmente da invisibili oligarchie.

Ovviamente non ho qui la pretesa d ‘affrontare questo tema difficile ne sul piano teorico ne su quello pratico.

Mi limito ad affermare un fatto semplice nella teoria anche se nient ‘affatto scontato nella pratica: l ‘associazionismo politico spontaneo dei cittadini, per aspetti specifici d ‘interesse, è un fatto essenziale per la vitalità della democrazia.

La reazione dei rappresentanti politici istituzionali a queste associazioni è un importante indicatore. Un atteggiamento tipico, spia di un approccio antidemocratico e di casta è quello della sordità, del far finta di non sentire, o del rispondere come a dire non disturbate il manovratore, li so io i problemi.

Questa premessa per raccontare o in corsa o degli esiti provvisori di un’iniziativa che, con alcuni amici architetti e no, abbiamo messo in campo a Torino. Iniziativa fatta rilevando un approccio troppo dirigistico e scarsamente aperto al dibattito pubblico per le scelte di trasformazione urbanistica che hanno riguardato e riguardano la città in cui viviamo, tanto da farci porre la domanda : ma Torino, è la mia città?

Sono ancora cittadini coloro che sono sistematicamente esclusi dalla discussione delle scelte di trasformazione della propria città, fatte in altri tavoli da poche persone, magari loro nemmeno residenti?

http://torinoelamiacitta.it/

Abbiamo scritto una lettera aperta-petizione al sindaco e all ‘assessore all ‘urbanistica, firmata da quasi 900 persone (la sottoscrizione è ancora aperta, e anche i non torinesi possono firmare, perche si tratta di istanze che possono valere anche per altre città), abbiamo scritto parecchie cose per spiegare meglio cosa pensavamo in un blog dello stesso sito, organizzato una assemblea pubblica all ‘aperto in un parco in gran parte chiuso da anni, ed altre iniziative stiamo organizzando, compatibilmente con tutti gli impegni lavorativi, familiari di ciascuno, ecc.

Ecco il link al blog http://torinoelamiacitta.it/?cat=3

Due rappresentanti politici locali, Marco Grimaldi e Marta Levi hanno considerato le nostre proposte, portandole in parte, con un emendamento, dentro la recente delibera del Programma delle Trasformazioni Urbane.

Una riguarda una messa in discussione, retrospettiva, degli esiti delle trasformazioni degli scorsi anni; l ‘altra concerne la ricerca di nuovi strumenti e procedure più efficaci sul piano della condivisione e partecipazione alle scelte amministrative e strategiche e più capaci di garantire la qualità degli interventi. Fra cui viene individuato da subito il rilancio dello strumento del Concorso di Progettazione.

Vedi http://torinoelamiacitta.it/?p=316

Racconto questa vicenda non tanto per i suoi contenuti e nemmeno per promuoverla (è sempre imbarazzante promuovere quanto si fa), quanto per dire che esercitare forme d ‘associazione politica è buona cosa per i cittadini e la democrazia, e può comunque ottenere qualche risultato. Ed è auspicabile che ciascuno, per la propria parte, si impegni direttamente, pur rischiando necessariamente qualcosa.

1 Comment

  1. Pasquale Misuraca 22/02/2014 at 10:52

    S├¼. Concordo, Guido: “lÔÇÖassociazionismo politico spontaneo dei cittadini, per aspetti specifici dÔÇÖinteresse” ├¿ cosa buona e giusta. Si pu├▓ fare di pi├╣. I partiti politici sono agonizzanti, il M5S non riesce ad evolvere. Non possiamo semplicemente coltivare il nostro orto, e andare a votare ogni tanto.

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