Credenza napoletana – di Eduardo Alamaro

de fusco

AAA accorrete: 7 incontri 7 irreplicabili dell ‘emerito professore Renato de Fusco con la Storia dell ‘arredamento. E molto altro ed eventuale a sorpresa. A umore e malumori, a estro ed estrazione del giorno defuschiano. Non mancate quindi il sabato mattina a Napoli. Al Blu di Prussia di via Filangieri, ore 11.00, per tutto il mese di febbraio e marzo. Troverete un pubblico raffinato per nascita (sangue blu di prussia doc napulitano), colto e coltivabile per studi e maturo per età. Ma maturabile ancor di più ascoltando queste acute storie di dentro.

Chi comanda in queste lezioni-conversazioni del sempreverde 85enne professor de Fusco è infatti il dentro del Palazzo. Il vuoto interno e interiore dell ‘edificio. L’interno, dice de Fusco, è come uno scrigno, un portagioie (e portadolori) della vita dell’uomo che lo abita. Le pareti sono la fodera dello scrigno. Con tutto ciò che il tempo deposita e arreda. A cui arrendersi: parati e apparati, mosaici e arazzi, affreschi e tele, quadri e cornici. Tutto fa arredo defuschiano: tappeti, specchi, decorazioni, beni e mali mobili: in questi scrigni si svolge la scena umana. Con gli stili di vita che si succedono, le abitudini culturali, le relazioni tra segni: funzioni, finzioni, oggetti odierni e fantasmi del passato. E poi foto odierne, ceramiche robbiane, tavoli tuculianti, sedie scricchiolanti, letti vogliosi, casse nuziali, stipi e tipi, credenze e credenziali ÔǪ.

Stop, fermiamoci qui, alle Credenze. Nelle ampie credenze si trova di tutto e di più. C ‘è solo da scegliere ed offrire ai credenti del blu di Prussia del sabato mattina. De fusco è gran sacerdote e maestro della leggerezza-profonda, del divertissement ficcante, si sa. Cioè di storie & strutture alleggerite da frizzi & lazzi, proverbi, citazioni e eccitazioni. Insieme a lontani miti, leggende, racconti & belle donne d ‘arredamento a cinque stelle rinascimentali. Come quella evocata nella funambolica lezione-incontro del 1 febbraio scorso, impagabile, assoluta.

Titolo di redazione d ‘Eldorado del cunto de li cunti d ‘arredamento by de Fusco 2014: ‘e zizze ‘e Simonetta. Ove si racconta della triste storia di Simonetta Vespucci, nata Cattaneo a Genova nel 1453 e prematuramente tornata al Padre (Eterno) nel 1476 a Firenze. All ‘età, fatevi voi il conto, di soli e soletti anni 23 (ventitre): una meteora di bellezza che illuminò la terra renziana, però.

Ma in quei soli 23 anni, Simonetta (detta la sans pareille), ebbe il tempo di convolare (a sedici anni) a giuste e nobili nozze col Vespucci, parente largo dell ‘Amerigo d ‘America famosissimo; nonche di far impazzire mille e mille uomini a Firenze. Compreso e comprensivo Giuliano de ‘ Medici, il Pulci, il Poliziano con la sua Giostra, ÔǪ; nonche il pennello santo del Botticelli che la prese a modella per la figura cardine della sua Nascita di Venere e per la Primavera, dipinti famosissimi quant ‘altri mai, oggi agli Uffizi.

Botticelli propone qui una Simonetta angelica e piena di grazia, una Venere-Minerva, tanto amata da Dio che l ‘Eterno la chiamò presto a se, nell ‘altro dei cieli, amen.

Di parere opposto il perfido pennello del pittore Pietro di Cosimo. In un famosissimo dipinto (ora al museo Condè di Chantilly), questi ritrae opostmortemo la Simonetta come incastonata in un cammeo di una rediviva Cleopatra rinascimentale, con l ‘aspide attorno al collo alto e sensuale, ricchi gioielli nei capelli, eccÔǪ Insomma: da musa ispiratrice dell ‘angelico Botticelli, Simonetta Vespucci, la santa senza pari, è qui voltata da Pietro di Cosimo a seduttrice dea degli inferi, regina nelle fiamme eterne, che caduta!! Caduta lussuriosa e terrena sottolineata, dicono i sapienti iconologi, dal seno nudo della giovane, cosa veramente singolare e sconveniente per una defunta. Per tale motivo, conclude de Fusco, le sante antologie d ‘arte & belle lettere del tempo scolastico che fu, onde evitare diaboliche tentazioni e conseguenti fornicazioni giovanili, tagliavano l ‘ardito ritratto alla conveniente altezza del comune e comunale pudore.

Voi, pazienti lettori che siete arrivati fin qui, direte: ma tutto ciò che c ‘entra con l ‘arredamento e con questa severa PresS/T d ‘architettura on line? Misericordiosa ci soccorre all ‘uopo la Venere dello scrigno (di cui sopra), la più grassa Minerva, insieme al leone, al Battista e allo Strega di Benevento. Cioè a Leon Battista Alberti il quale scrisse per noi (traduz.): ÔǪ in ogni nostro favellare si consideri me non come matematico ma come pittore scrivere di queste cose. Quelli col solo ingegno, separata ogni matera, mesurano le forme delle cose. Noi, perche vogliamo le cose essere poste da vedere, per questo useremo quanto dicono più grassa Minerva, e bene stimeremo assai se in qualunque modo in questa certo difficile e da niuno altro che io sappi descritta matera, chi noi leggerà intenderà. Adunque priego i nostri detti sieno come da solo pittore interpretati.

Vale a dire: noi manufatturieri (scrittura on line compresa), facciamo comunque e sempre applicazioni d ‘arte, cose d ‘arredo & di materie dovuti all ‘opera necessaria et utile della più grassa Minerva, croce e delizia del nostro umile mestiere d ‘architettori interiori che vuol le cose essere poste da vedere. E da ri-vedere, se vi piace.

Saluti, Eldorado

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