Cinema “America” occupato – di Alessandra Muntoni

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Fino agli anni ’80 si contavano, solo a Roma, oltre 300 sale cinematografiche, di cui ben 250 realizzate tra gli anni ’20 e il ’50, espressione del ruolo rivestito nella nostra città anche nel campo cinematografico internazionale.

├ê la frase di apertura del documento che il Comitato di quartiere, l’Associazione del Rione Trastevere e i giovani occupanti, spalleggiati dal Coordinamento dei residenti della Città Storica, dai docenti della Sapienza Università di Roma e dal Do.co.mo.mo, presenteranno nei prossimi giorni per chiedere d’inscrivere l’edificio tra i beni di interesse culturale, tentando così di salvarlo dalla distruzione.

Costruito nel 1956 su progetto di Angelo di Castro, il cinematografo è senza dubbio un’opera di punta dell’architettura moderna a Roma. Dotato di una spazialità originale, di un’acustica perfetta, di una struttura in c.a. staticamente ancora valida, di una distribuzione funzionale e a norma di sicurezza, conserva ancora quasi intatta, tranne le ceramiche di Leoncillo, la preziosa decorazione originaria, con i mosaici di Anna Maria Cesarini Sforza.

La proprietà ha presentato un progetto per trasformare il cinema in un complesso di abitazioni e servizi a scopo speculativo. Tutto il rione ha protestato e da due anni e mezzo un gruppo di giovani ha occupato l’immobile tenendolo in vita con continue iniziative culturali. Un anno fa abbiamo presentato la questione a tutta la comunità romana e l’architetto spagnolo Cristina Mampaso, che era allora presente, ha illustrato lunedì scorso un convincente progetto di restauro del cinema in Sala polivalente. La vita culturale di Trastevere sarebbe rilanciata e un’opera di valore a rischio estinzione potrebbe essere salvata.

Firmiamo tutti via internet: americaoccupato@gmail.com

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