Abilitazioni per professore: sparisca lei, professor Ciorra, pf – di lpp

Cosa emerge dai giudizi appena pubblicati relativi alle abilitazioni per professore associato e ordinario nel settore della progettazione?

1) Che molti dei più bravi architetti oggi operanti in Italia sono stati tagliati fuori. Ne ricordo solo alcuni: Botticini, Peluffo, Femia, Salimei, Corvino, Pellegrini, Segantini, Pujatti, Ferrini, Stipa e si potrebbe continuare a lungo. Sembra che si voglia creare un ‘università dove chi insegna non ha neanche realizzato una casetta con le lego.

2) Che scrivere, pubblicare, essere tradotti e venduti è una colpa, come dimostra il vergognoso caso della doppia bocciatura, come associato e come ordinario, di Valerio Mosco.

3) Che i nostri professori, anche quelli che vogliono essere apprezzati come critici, non sanno scrivere in italiano, come si vede da testi pieni di errori, redatti in uno stile sciatto, trasandato, sgrammaticato.

4) Che all ‘ignoranza dell ‘italiano si assomma un ‘arroganza inaccettabile, a causa della quale, invece che giudicare i lavori dei candidati per il loro impatto nella comunità scientifica, li si valuta per consonanza critica, per simpatia o per altro. Come testimoniano frasi quali la candidata non è scema oppure l ‘invito a un candidato a sparire. Si ignora che un funzionario pubblico non può giocare a fare il critico di architettura ( un critico può per esempio affermare che Portoghesi sia un pessimo architetto, ma un giudice di commissione non potrebbe pensare di negargli una cattedra universitaria solo perche non si trova in sintonia con le sue scelte progettuali). E, infine, si ignora che anche il più sgangherato critico deve motivare in maniera convincente le proprie opinioni.

5) Che si ignora il dovere della pubblica amministrazione di rendere il più possibile oggettivi i propri giudizi attraverso l ‘esplicitazione di criteri che permettono , poi, di valutare l ‘operato dei giudici stessi. Mentre invece questi giudizi sembrano la fiera dell ‘estemporaneità.

Povera università, se ancora si ignora tutto questo.

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Di seguito alcuni brani tratti dai giudizi per l’abilitazione per l’insegnamento universitario. Domanda da porci dopo averli letti: ma questi giudici erano in grado di scrivere dei giudizi?

“Pubblicazioni eterogenee la cui punta è la tesi di dottorato sulla linea di terra compilativa e con uno schema di interpretazione da precisare”. ( La cui punta?)

“le pubblicazioni vertono in gran parte sull’argomento (non solidissimo dal punto di vista scholarly) della tesi di dottorato e sulle sue derivazioni, vale a dire “la linea di terra” (anche se non stiamo parlando di sicurezza negli impianti elettrici)”. ( A parte il fatto che è la messa a terra, ma perche fare ironia?)

“Anche la monografia originata dalla lavoro di dottorato Appunti per una teoriaÔǪ definisce già nel titolo in se una sorta di programmatica ancora lungi dal divenire solida base di ricerca”. ( Una sorta di programmatica?)

“La formazione è a cavallo tra digitale e sostenibile”. ( La formazione a cavallo?)

“Pur ben congegnati e confezionati questi spunti non trasmettono particolari originalità ed anzi sembrano dimostrare più di una incertezza”. ( Come fanno ad essere ben congegnati degli spunti che dimostrano incertezza?)

“pubblicazioni centrate in massima parte su una originale interpretazione dei paesaggi metropolitani a carattere ibrido”. ( Paesaggi metropolitani a carattere ibrido?)

“la candidata non è scema, ha dimestichezza con la scena internazionale e rivela curiosità”. ( Si commenta da sola)

“alcune pubblicazioni mi coinvolgono, quindi rimetto volentieri il giudizio alla commissione, pur dando una valutazione sostanzialmente molto positiva”. ( Se ti coinvolgono, perche suggerisci una valutazione molto positiva?)

“il candidato ha certamente un profilo professionale di livello internazionale, attualmente lavora full time
presso lo studio Hadid…non abile”. ( Si commenta da sola. E poi: abile? )

“I dubbi vengono da un lato dalla natura accademica e scholarly del nostro lavoro, a petto di pubblicazioni che l’approccio “da studioso” sembra proprio non prenderlo in considerazione ÔǪ”. ( A petto?)

“molto integrato in un gruppo più o meno omogeneo di ricercatori e studiosi, di esperto del tema del paesaggio come strumento di progettazione urbana sostenibile, una specie di landscape urbanism alla palermitana”. (Un gruppo più o meno omogeneo? O è omogeneo o non è omogeneo. E poi: landscape urbanism alla palermitana?)

“Con il dovuto terrore per una posizione davvero poco interessata a ciò che accade attorno all’architettura il candidato è abilitabile”. ( Se non si interessa a ciò che accade intorno all’architettura, è “abilitabile”?)

“è un candidato dal profilo molto equilibrato ÔǪ Resta comunque un approccio teorico non molto chiaro e indefinito” ( Come fa un candidato ad avere un profilo equilibrato se ha un approccio teorico non molto chiaro e definito?)

“il candidato è un ricercatore sul progetto di architettura allo stato puro e puramente solipsistaÔǪ abilitato”. ( Solipsista e abilitato? Oppure solipsista si riferisce alla sua produzione architettonica? E in questo caso: perche abilitare un produttore di architetture solipsiste?)

“Le pubblicazioni migliori sembrano quelle che danno ragioni e forza a quanto ricordato: quelle in cui l’architettura sembra lontana, quasi sommersa dall’intelligenza compiaciuta dei prolegomeni. Il trattato sulla facciata, ambizioso e sicuro, da richiedere la presenza di un deuteragonista che, inesorabilmente si trasforma in antagonista risulta come estraneo e leggermente inutile. Una sconfitta o il massimo dell’ironia? Infine, parlare dei concorsi sarebbe come portare vasi a Samo. Abilitazione”. ( Si commenta da sola, puro non senso di citazioni malamente esibite)

“il libro Spazialismi italiani, nonostante un notevole impegno, non riesce a leggere con coraggio la componente bidimensionale e plastica della città e dell’architettura italiana che proprio in quegli anni vive un dissidio che la condurrà lontano dalle dolenti pagine di Bettini e Ragghianti rintracciandone altrove la componente modernista. Semi incomprensibile e soggiogato da inutili virtuosismi il libro sul paesaggio”. ( Si commenta da sola, puro non senso di citazioni malamente esibite)

“Il merito e l’originalità del contributo di Mastrigli consiste nella convinzione che qualsiasi altra forma di città è migliore di quella che conosciamo e che proprio dal confronto/scontro tra questi due modelli l’architettura possa trarne vantaggio”. ( Si attribuisce a Mastrigli una tesi idiota e cioè che qualsiasi idea, anche la più stupida, è migliore della realtà)

“Interessante e originale per l’interpretazione dei riferimenti il suo lavoro sulla memoria come mi sembra particolarmente significativo proprio perchè ripreso poi dalla cultura architettonica internazionale ( vedi il tema della prossima Biennale di architettura) il contributo sul dettaglio in architettura”. (Frase contorta e oscura)

“La ricerca è quindi tutta orientata sulla dimensione di una persistenza del classico senza originale processo dimostrativo di questo assunto”. (Frase contorta e oscura)

“Le pubblicazioni sono interessanti e pericolose al tempo stesso soprattutto se le si pensa in mano a studenti in formazione”. ( Siamo tornati ai tempi della cultura che può essere un pericolo?)

“La formazione, l’esperienza, le caratteristiche del suo lavoro ne fanno uno studioso autonomo e innovativo (invenzione diffusione e fortuna critica del tipo della pennata)”. ( Il tipo della pennata?)

“Ho capito che è una punta di diamante del suo dipartimento e che c ‘è aria di abilitazione”. ( Si commenta da sola)

” Quasi tutte le pubblicazioni sembrano rendere problematico anziche ovvia la ormai vigente coine interpretatici del paesaggio”. ( Non c’è quasi una parola che concorda con un’altra)

“Il tutto è segnato da una interpretazione profondamente normanna dell’essere siciliano che conferisce a Fidone una precisione autoptica maileccata e mai di maniera come studioso, come professore e come architetto”. (Autoptica: effettuata tramite autopsia.
Probabilmente per dire che Fidone fa parte dei siciliani precisi e non di quelli sciatti e arronzoni. Per colpa di questa banalità, il povero Fidone ha dovuto passare per normanno e mandare i suoi pensieri in camera operatoria)

“Michele Furnari, professore associato a Roma Tre, è uno studioso di notevole attenzione”. (Vorrà dire che è molto attento? Che non perde le chiavi di casa o il telefonino?)

“Oltre una spiccata dimensione anche internazionale dei suoi contributi teorici in tutto legati alla dimensione
fenimenologico situazonista dell’architettura.” ( lasciamo stare gli errori di battitura di dimensione fenimenologico situazionista, ma dove stanno soggetto, verbo e complemento?)

” Decisamente originale il saggio su Kahn letto come sostanza senza tempo e perenne, come se fosse un extraterrestre depositario dell’esattezza”. (Sostanza senza tempo? Semmai, se si voleva proprio dire questa castroneria, personaggio senza tempo. Avrà confuso con la sostanza di cose sperate di Persico o con la canzone di Jovanotti. E poi chissà perche gli extraterrestri dovrebbero essere senza tempo e perenni. Avrà voluto dire puri spiriti o qualcosa del genere? )

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Credo però che questa del professor Pippo Ciorra sia la peggiore:

“Le pubblicazioni ci offrono soprattutto la possibilità di avvicinarci alla produzione progettuale di del candidato (e non è una bella esperienza) ma rimangono molto distanti dall ‘approccio disciplinare e di ricerca richesto dal profilo abilitabile. Indimenticabili i testi di molinari e garofalo sulle opere di Saito. sparisca per favore”.

 Sparisca lei, professor Ciorra, per favore.

24 Comments

  1. fabrizio 08/02/2014 at 18:19

    interessante anche questo di Ciorra su Di Benedetto:

    palermo palermo palermo, ajroldi: un marchio di fabbrica. riconoscibile nella varietà e scontatezza dei temi delle pubblicazioni. ha molta quantità ed è molto eclettico. in più è un ricercatore, quindi dovremo guardarlo con cura. dubbio tendente al no

    e comunque anche Ortelli & co non ci sono andati gi├╣ proprio leggerini con i loro giudizi (che sembravano pi├╣ da twitter che da commissione MIUR)

  2. Rosario 08/02/2014 at 19:47

    Mi ricordo ÔÇÿdistintamenteÔÇÖ di una lezione, nella quale Luigi Pellegrin disse che i migliori architetti, e anche, e persino, i Maestri, quando cominciano ad insegnare nelle Universit├á, non riescono pi├╣ ad avere lÔÇÖesercizio e la concentrazione per concepire buoni lavori dÔÇÖarchitettura. Anzi, a suo parere, facevano le cose peggiori! Anche a lui sembrava di stare a perdere tempo! Per cui credo che non sia assolutamente un problema se degli architetti che, metaforicamente, non hanno mai realizzato neanche un lego, insegnino allÔÇÖUniversit├á. Per├▓, mi permetta, prof. Prestinenza Puglisi, mi sembra ingiusto attaccare dei professionisti, secondo Lei, di non eccelsa levatura: in fondo, ├¿ tradizione delle accademie militari che degli oscuri ÔÇÿsergentiÔÇÖ, se ne hanno le capacita, addestrino, nelle cose di base, allievi come Napoleone! Quanto poi alla ÔÇÿstrategiaÔÇÖ, Pellegrin era, more suo, ÔÇÿspietatoÔÇÖ: ÔÇ£non cÔÇÖ├¿ bisognoÔÇØ diceva ÔÇ£di insegnare niente; non abbiamo bisogno di pi├╣ di tre o quattro architetti, nati ÔÇÿimparatiÔÇÖ, per generazioneÔÇØ. Io ho preso la laurea, perch├® ritenevo, comunque, di meritarla, ma, ripensando alle sue parole, mi sono fatto presto da parte!

  3. Chiara 09/02/2014 at 10:43

    Ciorra pensava di essere ad XFactor, secondo me.

  4. davide 09/02/2014 at 11:45

    @Rosario
    nell’articolo non vedo nessun attacco a professionisti di alcun tipo, non certo a professionisti intesi come “progettisti”. Anzi se mi ├¿ concesso: quello che manca ├¿ l’indicazione di tutti gli autori dei giudizi, se sono pubblici i giudizi dovrebbero esserlo anche i nomi degli autori…giusto per chiarirci le idee.

  5. Sergio 09/02/2014 at 15:28

    I libri della collana “Dispositivi contemporanei” (di cui il candidato
    sembra essere l’unico autore) sono nello stesso tempo rozzi e pretenziosi.

    Luca Ortelli

  6. Gaetano 09/02/2014 at 15:49

    Caro Prestinenza, il lavoro fatto in questi giorni è lodevole oltre che divertente, e finalmente esce anche qualche nome.
    Pippo Ciorra ├¿ forse il caso pi├╣ eclatante di una classe di “teorici” e praticoni con la spocchia che si riproduce per partenogenesi all’interno dell’universit├á. Come le amebe o i protozoi. Producendo soggetti di un’arroganza raccapricciante. Saito potr├á pure non essere simpatico ma Ciorra, come progettista, gli deve reggere la matita!. La produzione di CIorra come progettista, quando non sta a rimorchio in raggruppamenti pi├╣ grandi, ├¿ veramente modestissima. Come ha fatto a diventare giudice??
    Per├▓ adesso vorrei spostare il tema uscendo dal caso specifico e ponendo alcune questioni generali:
    1) quando è cominciato questo delirio pseudo-critico nelle nostre università e chi sono i padri teorici di questa sintassi da ubriachi?
    2) Qual’├¿ la contiguit├á culturale tra giudicati e giudici?
    3) Le tesi di dottorato di molti che si sono sottoposti a giudizio in questo concorso non risentono dello stesso delirio?
    4) Perchè architetti di talento, che progettano e costruiscono, vogliono fare i professori universitari?
    5)Perchè questa generazione, che ha visto lo sgretolamento della nostra università, facendo gratuitamente assistenza ai corsi per anni e predisponendosi moralmente ad accettare decisioni precostituite, partecipa in massa a concorsi del genere e poi soffre di una esclusione perpetrata con le stesse regole che gli ha consentito di vincere dottorati di ricerca appena qualche anno prima?
    6) qual’├¿ la responsabilit├á della classe docente tutta nata all’interno dell’universit├á e delle sue regole amorali? Intendo quella dei docenti nati alla fine degli anni quaranta che senza uscire dall’universit├á un solo giorno sono diventati laureati, ricercatori, associati ..ecc.

    e cosi via!! lancio un argomento che, secondo me, può trarre origine dal caso recente, che ormai è grottesco, e consentire una riflessione che abbraccia almeno tre generazioni. Per capire chi siamo e se mai andremo da qualche parte !!!
    Cordialmente…

  7. Pino 09/02/2014 at 17:01

    La verità è che i commissari erano sì incattiviti e si sono sfogati su quelli che loro ritenevano dei presunti nemici accademici o meno, ma i giudizi sono evidentemente la battitura di appunti svogliati scritti al bar. Il gettone per fare gli abilitatori lo hanno preso ma non hanno avuto la voglia nemmeno di rileggersi le cose e metterle a posto. Sono una banda si sfrantummati, come si direbbe a Napoli.

  8. Angelo 09/02/2014 at 22:32

    Temo che con ”tipo della pennata” si intenda qualcosa che abbia a che fare con le tettoie. ”Pennata” ├¿ un termine in dialetto per dire tettoia.

  9. Giovanni Carestia 10/02/2014 at 00:49

    The Horror ! The Horror ! The Horror !

    Un comportamento inaccettabile e al limite della decenza.
    Andrebbero sanzionati.

    X-Factor dei poveri.

    Sogno o son desto ?

  10. Luciano Catozzi 10/02/2014 at 02:06

    Si, ma tanto professori o non, progettate scale che si sbatte la testa!

  11. Gianni 10/02/2014 at 09:13

    Questi sono gli stessi che nei convegni snobbano e deridono architetti del calibro di Renzo Piano. Forse non hanno capito che fare lo studioso (ammesso che lo si faccia) ├¿ un conto…e affrontare la realizzazione di opere complesse ├¿ un altro. Ridimensionarsi e capire cosa si ├¿ mi pare che sia la prima cosa da fare!

  12. Claudio 10/02/2014 at 13:50

    Risposta a Gaetano: vogliono fare i professori universitari per eludere i versamenti presso Inarcassa, questi in proporzione al reddito. Mentre assunti dalla pubblica istruzione hanno i versamenti in base allo stipendio.quindi doppio “incoming” e no “Inarcassa” semplice!!

  13. gianni 10/02/2014 at 15:09

    Beh si potrebbe obbiettare le relazioni inesistenti di affinità tra Ciorra e Mastrigli!!

  14. Giulia 10/02/2014 at 17:59

    In molti casi, oltre a qualche margine pi├╣ labile per l’ingiuria (“la candidata non ├¿ scema” ├¿ follia, in un giudizio professionale), ci sono tutti i presupposti per un ricorso al TAR, la motivazione – quando non assente – ├¿ del tutto contraddittoria

  15. prady 10/02/2014 at 18:55

    Giuseppe Ciorra è lo stesso che qui
    http://abilitazione-miur.cineca.it/…/2012/Giudizi90132.pdf
    scrive:
    “Barbarewitz ├¿ un caso da guardare con attenzione. trattasi di un complicato mix di CIALTRONERIA e talento.”
    Ma da dove l’hanno pescato?

  16. Rosario 10/02/2014 at 19:25

    Le frasi riportate nell’intervento mi sembrano quelle citate su ‘Godel, Escher, Bach’ di Hofstadter a proposito dell’Intelligenza Artificiale. Sono una serie di frasi ‘create’, nei primi tempi degli studi sull’IA, da un elaboratore, sulla base di categorie e rapporti prestabiliti. La cosa curiosa ├¿ l’effetto assolutamente ‘non-sense’, comico e surreale (‘cadaveri eccellenti’) delle frasi risultanti. Frasi assolutamente assimilabili a quelle citate. Ve ne riporto tre esempi, la prima, purtroppo non ├¿ artificiale, ma tratta dalla rivista ‘Art-Language’ (1975): 1) “Si pensi a ci├▓ come a una possibilit├á incatenante di quello che finalmente emerger├á come prodotto (condizioni epistemiche?) e dove il prodotto non ├¿ un pret-a-porter francofortese”, 2) “Nonostante gli sforzi, la replica, se si vuole, ├¿ stata appoggiata dall’Oriente; quindi un errore sar├á d’ora in poi superato dall’atteggiamento che sar├á tenuto dall’ambasciatore. 3) “I servi di una nazione dilaniata dalle lotte terranno spesso un atteggiamento”. Come vedete non siamo molto lontani dalle frasi ‘incriminate’. Come giustamente dice Hofstadter, le frasi citate sono ‘astratte’ e vivono ‘di per s├¿’,’ ciance pseudo-intellettuali’. Fuori dal mondo. Ma, soprattutto, hanno un’assoluta mancanza di immaginazione visiva. E questo, nel campo dell’Architettura, ├¿ molto grave!

  17. Claudio 11/02/2014 at 00:01

    Nei giudizi è evidente tutta la frustrazione dovuta alla loro mediocrità nel progettare e costruire.
    Nonostante abbiano passato più tempo sui libri che sui cantieri, risulta molto difficile comprendere come non siano riusciti a superare questa mediocrità almeno nella scrittura.

  18. elena rindone 11/02/2014 at 08:32

    Quanto ai giudizi, ├¿ evidente l’incredibile inadeguatezza di linguaggio, grammatica e soprattutto contenuti (forse vi ├¿ sfuggito, sempre di Ciorra, “l’autocompiacimento a chili” , imputato a Rizzi, da che pulpito…
    Ma una questione da sollevare in questa occasione ├¿ l’incompatibilit├á tra ruolo nell’universit├á e libera professione. I tanti professionisti, anche bravi, segati dai giudizi, sarebbero disponibili a chiudere partiva IVA (come richiesto per chi lavora a tempo pieno) per dedicarsi all’insegnamento? I tanti gi├á ricercatori che magari sono passati, accusati in tanti post (qui e altrove) di non svolgere attivit├á professionale e di essere accademici astratti, sono in realt├á costretti per legge a non praticare la libera professione, o, molto italicamente, ad aggirare, trovare fantasiose forme di consulenza, insomma imbrogliare. Pi├╣ agio hanno associati e ordinari, che potendo scegliere il tempo parziale possono fare quello che vogliono, ma quanti rinunciano a met├á dello stipendio? Quanti preferiscono “aggirare”, portarsi a casa tutto, compresi i lavori ottenuti anche per il prestigio della cattedra?
    La questione per me ├¿ centrale nel determinare la scissione tra “chi fa” e “chi insegna”, lasciando da parte il “chi sa”, che come si vede ├¿ cosa ardua stabilire.

  19. Maria 11/02/2014 at 12:09

    Commenti sgrammaticati e di pessimo gusto, con L’Aquila vittima di una nuova tragedia, stavolta lessicale (vedi Salimei). Unica gentilezza, il riconoscere l’attivit├á di docente a Dell’Osso… nei due episodi (nell’arco di un corso semestrale) in cui i suoi “allievi” sono stati onorati della sua presenza, una proiezione di una ventina di parole generiche (“mobilit├á”, “spazio pubblico”, …) e qualche dritta sibillina (“fate una strada che sia bella!”) hanno costituito il suo unico contributo.

  20. Gian Piero Donin 11/02/2014 at 16:28

    Caro Luigi,
    opera meritoria la tua cui mi associo con passione. Forse solo un tantino troppo giocata sul filo dellÔÇÖironia mentre sono in ballo le speranze di tanti giovani ( e meno giovaniÔǪ) mortificati da giudizi cos├¼ approssimativi.
    A parer mio ci sono gli estremi per denunce di falso ideologico e sono certo che ne fioccheranno parecchie.
    Qui non si tratta pi├╣ di appellarsi al giudizio di merito che sappiamo essere insindacabile, ma a veri e propri linciaggi che peseranno sulle carriere future di molti giovani conosciuti in Italia e allÔÇÖestero come dei veri talenti ed esclusi da questa giuria con tanta supponenza, leggerezza e incompetenza.

  21. roberta albiero 12/02/2014 at 21:10

    Caro Luigi ,
    condivido e apprezzo questa discussione ma cerchiamo di non fare sempre di tutte le erbe un fascio. E comunque un buon architetto, e, tra quelli che citi, forse non tutti lo sono, non ├¿ detto che sia anche un buon docente, e viceversa! E poi ci sono architetti furbi, intrallazzati e ruffiani che non hanno alba di cosa significhi insegnareÔǪ..

  22. Maurizio 13/02/2014 at 18:16

    Sempre Ciorra: E’ idoneabile.

    Sar├á idoneo all’idoneit├á?

  23. Marisa 20/02/2014 at 22:14

    gentile LPP, perch├® cita Segantini e non Cappai tra i meritevolissimi? come Cip e Ciop non mi risulta abbiano tirato una sola riga per conto proprio nel corso della loro vita. Anzi la prima ha pure pubblicato le opere del secondo (il marito) in un ineffabile Atlante dell’architettura contemporanea. Perch├® non lo scrive lei stesso l’albo dei buoni e dei cattivi? ha gi├á cominciato…

    • LPP 25/02/2014 at 10:31

      Hai ragione, ma non ho visto il nome di Cappai tra coloro che si erano presentati al concorso. Forse una mia svista.

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