Abilitazione per Professori o Lettera e Petizione al Ministro della Pubblica Istruzione – Associazione Italiana di Architettura e Critica

neolaureati

Dopo la Lettera inviata il giorno 10 Febbraio 2014 al Ministro dell ‘Istruzione dell ‘Università e della Ricerca, Maria Chiara Carrozza, con la quale l ‘AIAC – Associazione Italiana di Architettura e Critica esprimeva preoccupazione per gli atti, relazioni riassuntive e verbali pubblicati sul sito web dell ‘ASN-Abilitazione Scientifica Nazionale, elaborati dalla Commissione dell ‘esame di abilitazione per Professori nel settore Progettazione architettonica composta dai Professori Riccardo Campagnola, Giuseppe Ciorra, Cherubino Gambardella, Luca Ortelli, Benedetto Todaro, l ‘AIAC lancia ora una Petizione al fine di chiedere al Ministro di prendere provvedimenti e verificare la legittimità e la correttezza delle decisioni prese dalla Commissione d ‘esame.

Anche Il Giornale dell’Architettura si è interessato alla problematica, divulgando l’iniziativa promossa dall’AIAC.

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Per aderire: Petizione al Ministro dell ‘Istruzione dell ‘Università e della Ricerca

Per leggere l’articolo sul Giornale dell’Architettura: Bar Università: fanno discutere le valutazioni per l’Abilitazione scientifica nazionale. Una petizione dell’AIAC al ministro Carrozza

 

Al Ministro Maria Chiara Carrozza

Ministero dell ‘Istruzione, dell ‘Università e della Ricerca

L’AIAC – Associazione Italiana di Architettura e Critica esprime profonda preoccupazione per gli atti, relazioni riassuntive e verbali dell’ultimo esame di abilitazione per Professori di Prima e Seconda Fascia nel settore concorsuale Progettazione architettonica pubblicati sul sito web dell ‘ASN-Abilitazione Scientifica Nazionale ed elaborati dalla Commissione d’esame composta dai Professori Riccardo Campagnola, Giuseppe Ciorra, Cherubino Gambardella, Luca Ortelli, Benedetto Todaro.

L’AIAC chiede che vengano pubblicamente chiarite da parte della Commissione in oggetto le spericolate frasi elaborate in sede di giudizio riscontrabili nei verbali pubblicati, come ad esempio: “la candidata non è scema”; Le pubblicazioni sono interessanti e pericolose al tempo stesso soprattutto se le si pensa in mano a studenti in formazione; Ho capito che è una punta di diamante del suo dipartimento e che c ‘è aria di abilitazione; Le pubblicazioni ci offrono soprattutto la possibilità di avvicinarci alla produzione progettuale di del candidato (e non è una bella esperienza) ma rimangono molto distanti dall ‘approccio disciplinare e di ricerca richesto dal profilo abilitabile. Indimenticabili i testi di molinari e garofalo sulle opere di Saito. sparisca per favore; Con il dovuto terrore per una posizione davvero poco interessata a ciò che accade attorno all ‘architettura il candidato è abilitabile.

L’Associazione italiana di Architettura e Critica vuole anche manifestare il proprio disappunto per quei giudizi della Commissione che non sembrano rispettare la dignità delle persone giudicate e che al contrario squalificano l’Università italiana, la professione dell’Architetto progettista e il ruolo di tutta l’Architettura italiana. L’AIAC manifesta inoltre un totale dissenso contro qualsiasi tipo di atteggiamento sessista e maschilista della Commissione d ‘esame volto a schernire le ricercatrici, più che a giudicarle, come si evince dalla sopra citata frase: “la candidata non è scema”.

L’AIAC suggerisce ai membri della Commissione d ‘esame, analizzando il testo ormai pubblico dei singoli verbali, di mostrare anche più rispetto, in futuro, per la grammatica italiana.

L’Associazione Italiana di Architettura e Critica chiede infine al Ministro dell ‘Istruzione, dell ‘Università e della Ricerca Maria Chiara Carrozza di verificare la legittimità e la correttezza delle decisioni prese dalla Commissione d’esame.

Roma, lì 10 febbraio 2014

Direttivo AIAC – Associazione Italiana di Architettura e Critica

Luigi Prestinenza Puglisi (Presidente)

Anna Baldini (Vicepresidente)

Giuliano Fausti

Marco Maria Sambo

Collegamenti

ASN-Abilitazione Scientifica Nazionale:

http://abilitazione.miur.it/public/pubblicarisultati.php

Progettazione Architettonica o 08/D1 o Prima Fascia:

https://abilitazione.cineca.it/ministero.php/public/elencodomande/settore/08%252FD1/fascia/1

Progettazione Architettonica o 08/D1 o Seconda Fascia:

https://abilitazione.cineca.it/ministero.php/public/elencodomande/settore/08%252FD1/fascia/2

 

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AIAC o Associazione Italiana di Architettura e Critica

www.architetturaecritica.it

www.presstletter.com

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Via Carlo Alberto 63 – Roma

Ufficio Stampa AIAC o Roberta Melasecca

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12 Comments

  1. Martina 10/02/2014 at 23:13

    Dal mio punto di vista di ex studentessa, che guarda dall’esterno e dall’estero questa nebulosa di polemiche,
    Il problema è sempre lo stesso: gente incompetente, che ricopre cariche importanti e che con la sua inettitudine, manda allo sfascio un intero sistema, o contribuisce ad impoverirlo.

    Le universit├á di architettura in Italia sono una grande barzelletta, dove pu├▓ succedere che in una citt├á esistano triennali e quinquennali, con le sedi a 200 mt l’una dall’altra,vd Firenze, per creare e difendere e giustificare cattedre altrimenti inutili. Se la volont├á predominante ├¿ quella dell’arraffare il pi├╣ possibile, che si dichiari senza imbellettarla di altri significati, sarebbe molto pi├╣ onesto nei confronti di genitori che si dissanguano per far studiare i propri figli. Cos├¼ come se il docente ordinario sul 100% di presenze, matura il 75% di assenze, mandando l’assistente che ha un anno anagrafico in pi├╣ rispetto alla classe, che venga rimosso!

    Per puntare alla qualit├á, prima di ispirarsi a modelli per noi inarrivabili, c’├¿ una cosa fondamentale da ripristinare: formare gente che un giorno sar├á capace di fare l’architetto, a pi├╣ livelli, e non finire disoccupata e senza tante prospettive se non quella di fare il renderista a vita. E’ di prima necessit├á dunque scegliere a chi dare accesso all’insegnamento. Siete capaci, o voi docenti, teorici, costruttori, geometri, filibustieri, garzoni di bottega, di insegnare facendo camminare teoria e pratica, tecnologia e composizione lungo gli stessi binari? Se non lo siete, fuori dalle balle!Fatevi un esame di coscienza. Io sogno un sistema riformato, che funzioni cos├¼, che regolarizzi la situazione delle facolt├á di architettura in Italia e smetta di creare generazioni di falsi illusi.

    In Italia, si vive un vero e proprio scollamento tra universit├á e mondo lavorativo, ed ├¿ talmente profondo, che gli stessi addetti ai lavori, gli stessi “rimandati”, continuano a discutere su Fb se l’insuccesso sia stato determinato dall’essersi presentati pi├╣ con un curriculum accademico che uno da progettista e viceversa..quando l’idea di base dovrebbe essere: se sono un buon esempio di progettista, capace, meritevole, con un cv fatto non solo di chiacchiere ma anche di fatti, perch├® non dovrei essere un giorno chiamato ad insegnare e a trasmettere la mia conoscenza?

    Gente come Pippo Ciorra, uno dei tanti palloni gonfiati in cui ci si imbatte perch├® elevati a m├▓ di divinit├á, deve essere ridimensionata sia nelle mansioni che nella loro considerazione, perch├¿ i giudizi schizofrenici elargiti da questa commissione, lasciati per di pi├╣ sotto gli occhi di tutti, sono un segno evidentissimo del degrado in cui noi, gli studenti, veniamo quotidianamente “formati”.

  2. federica pocaterra 11/02/2014 at 00:17

    Candidata non strutturata, impegnata da pi├╣ di 20 anni nella ricerca e nella didattica universitaria = massacrata. Cito solo, a proposito del “pallone gonfiato” Pippo Ciorra, una frase estratta dal suo giudizio alla mia candidatura: “(…) Affiora anche di tanto in tanto l’insuperabile ironia di stampo canelliano (questo poi lo tolgo, non si preoccupi il presidente) (…)”. !!!! Da denuncia.
    Mi fermo qui. Una vergogna pensare di essere collega di questi assoluti ignoranti.

  3. Nicola 11/02/2014 at 02:30

    Totalmente in accordo con Martina. Ho letto i giudizi di questa gente che per l’universit├á e parla e scrive molto (causa mancanza di clienti privati). Alcuni sono vergognosi, sembra che questi si divertano a schernire il candidato. Ma chi conferisce loro questa licenza? Mancanza di rispetto a tutti gli effetti. Hanno passato il segno. Ho visto fortunatamente che il Fatto Quotidiano ha fatto un articolo per denunciare la cosa. Che il Ministro risponda.

  4. Sergio Bettini 11/02/2014 at 06:23

    L’unica cosa da fare sarebbe chiudere la quasi totalit├á delle 90 facolt├á di architettura italiane. E prima di riformarle leggersi l’annuale rapporto sulla professione architetto pubblicato dalla commissione europea.

  5. Sandro 11/02/2014 at 15:16

    Nel complimentarmi con Luigi per la sensibilità dimostrata, mi permetto di suggerirgli di segnalare quanto accaduto al senatore Renzo Piano che può portare la vicenda in senato. Questa volta è bene che qualche esaltato si ridimensioni davvero!

  6. Aldo 11/02/2014 at 19:33

    E se si scrivesse “Attivit├á commissariale di stampo giornalistico. I Commissari non presentano, al momento, i requisiti che dimostrino adeguata maturit├á per il ruolo. Personalit├á ancora in formazione e incline all’ironia goliardica. Abilitazione all’attivit├á di commissario prematura e quindi non concessa” ?
    P.S. Non sono un candidato, per cui il mio giudizio ├® assolutamente sgombro da pregiudizi personali…

  7. Pippicalzelunghe 12/02/2014 at 13:02

    Reato di diffamazione in atti pubblici!

  8. nicoletta 14/02/2014 at 23:09

    purtroppo non ci sono parole…..una sola parola vale per tutta la situazione creata da questa Commissione di “gentiluomini” : SCHIFO.

  9. nicoletta 14/02/2014 at 23:37

    dimenticavo un’altra parola: “senza ritegno”

  10. Giulio Paolo Calcaprina 15/02/2014 at 07:23

    Abbiamo aderito alla vostra lodevole iniziativa, pubblicando la vostra lettera ed il link alla sottoscrizione sul nostro blog. E’ una battaglia sacrosanta, se vogliamo fare sopravvivere questo paese dobbiamo cambiare radicalmente anche l’universit├á. Bravi!
    AMATE L’ARCHITETTURA
    http://www.amatelarchitettura.com/2014/02/contro-i-risultati-del-concorso-di-abilitazione-un-appello-dellaiac-al-ministro/

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