#PRESSTLETTER#CRONACHE E STORIA o NOVEMBRE 1963 – di Arcangelo Di Cesare

novembre1963

Nel 1963 Le mani sulla città di Francesco Rosi vinse il Leone d’oro alla Mostra internazionale del Cinema di Venezia battendo il capolavoro di Federico Fellini, Otto e mezzo.

L’architettura cronache e storia non poteva esimersi dal sottolineare questo film capace, per la prima volta, di trasporre in immagini il tema della speculazione edilizia e più in generale di fornire un desolante quadro dell’Italia.

L’opera diede corpo e linguaggio cinematografico a quelle radici politiche e a quelle implicazioni sociologiche che rendevano l’urbanistica, l ‘aspetto più sinistro della realtà italiana.

Nel film si possono rileggere, con una paurosa precisione, gli avvenimenti che si sono succeduti negli ultimi cinquanta anni nel nostro paese: la speculazione edilizia, i conflitti di interesse tra pubblico e privato e la lotta per il potere.

Negli anni ’60, complice le attese dettate dal Miracolo Economico, la speculazione riusciva a trasformare un terreno agricolo in un’area edificabile con profitti del 5000%, nella logica del “Tutto guadagno, nessun rischio”. Ancora oggi ne paghiamo le conseguenzeÔǪÔǪ.

Negli anni ’90 i conflitti di interessi tra cosa pubblica e privata dimostrarono, attraverso l’inchiesta Mani Pulite, che non erano più le singole persone ad essere corrotte ma l’intero sistema politico italiano. Ancora oggi quello che ci sembrava il fondo era solo la puntaÔǪÔǪ.

In questi ultimi anni la battaglia per il potere è stata capace di ogni compromesso, di ogni becera alleanza e di una convergenza verso l’unica certezza: la poltrona del comando. Oggi abbiamo perso quella minima affidabilità che ci era rimasta in doteÔǪÔǪ.

Il film di Rosi resta, comunque, di grande attualità perche riuscì a trattare in maniera originale quel perverso rapporto tra politica e moralità, tra partiti e deliri di onnipotenza, tra benessere di pochi e stanchezza di molti.

Scrivi un commento