Landscape Architecture – di Massimo Locci

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Nonostante la totale disattenzione sul piano reale, l ‘architettura del paesaggio e la sua tutela/valorizzazione, almeno sul piano teorico, rappresenta una delle tendenze più significative della nostra epoca: si occupa, infatti, della pianificazione degli spazi pubblici, dei progetti degli spazi verdi attrezzati, della creazione di parchi e giardini, degli ambiti post-industriali, dell ‘integrazione delle aree agricole nel territorio urbano e periurbano.

La Casa dell ‘Architettura di Roma registra questo momento di grande espansione disciplinare e il ruolo sempre più importante che il progetto di paesaggio sta assumendo. In questo semestre all ‘Acquario Romano si inaugurano, infatti. una serie di mostre e di convegni sul tema: il 10 gennaio The Swiss Touch in Landscape Architecture, curata da Michael Jacob che ha tenuto anche una brillante lectio magistralis. La mostra è itinerante e propone una panoramica affascinante sull ‘architettura del paesaggio svizzero, partendo dall ‘esperienza dei maestri fino alle realizzazioni di oggi, illustrando sia le opere dei grandi studi contemporanei sia dei giovani. L ‘introduzione dello storico del paesaggio presenta una serie di temi nodali, ognuno sviluppato con precisi riferimenti concreti e schede essenziali ma efficaci sia per il ricco apparato iconografico, sia per la modalità comunicativa, pensata per gli specialisti ma adatta a tutti.

Esemplare il sito The Swiss Touch in Landscape Architecture http://www.prohelvetia.ch/expo

La settimana successiva si è inaugurata una mostra fotografica sull ‘opera di Flora Ruchat Roncati (1937-2012), curata da Carmen Andriani, Serena Maffioletti e Ilaria Valente, che mette in rilievo il ruolo della allieva di Rino Tami, in particolare nel settore delle architetture infrastrutturali. La sua esperienza ha avuto un ruolo essenziale nell ‘evoluzione dell ‘architettura del paesaggio svizzero, non solo per gli aspetti architettonici, con raffinate soluzioni formali, ma anche per l ‘attenzione al contesto ecologico, per il rispetto per il genius loci e la storia dei luoghi.

Inoltre nei giorni scorsi si è tenuta la conferenza di James Wines, teorico e animatore dello studio Site, che ha evidenziato come la disciplina paesaggistica è un fenomeno che mira a trasformare integralmente il territorio e il nostro modo di intenderlo. Wines pur non approfondendo i temi ormai storici legati alla De-architetturizzazione (i primi lavori per la catena Best, edifici ruderizzati, semi crollati o con le facciate sospese, che rappresentavano una risposta in chiave pop e neo dadaista dell ‘immaginario urbano), ha riproposto una esplorazione filosofica e un sondaggio/approfondimento colto sull ‘ambiente visivo della città.

Sempre alla Casa dell ‘Architettura nei prossimi mesi si inaugurerà una inedita mostra sul lavoro di Anna e Lawrence Halprin, una esperienza umana e professionale che coniuga in modo interdisciplinare arte, architettura, danza, paesaggi urbani e processi di natura.

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