Soffitto – di Marco Ermentini

soffitto Ponti

Da molto tempo l’architettura non s ‘interessa più dei soffitti. Le nostre nuove case hanno soffitti disperatamente dritti e bianchi. Fanno eccezione solo le cosiddette mansarde, frutto di discutibili leggi sul recupero dei sottotetti. Ma nel passato non era così, la forma, la decorazione e il colore del soffitto era una parte fondamentale della stanza. Il passaggio con la parete era considerato importantissimo e risolto con cornici, modanature, fasce e decorazioni studiate nei minimi particolari. Dalla posizione sdraiata a letto si potevano osservare mirabili cassettoni, scomparti, cielini e cornici che arricchivano lo spazio moltiplicandolo ed espandendolo. Era una vera festa per gli occhi e nei momenti di silenzio e di contemplazione tutto ciò aiutava, e non poco. Certo, poi si è esagerato con la decorazione e la festa si è tramutata in abbuffata, l’accademia ha generato mostri e una bulimia senza fine. Poi improvvisamente tutto è finito, Il movimento moderno con la sua furia funzionalista ha condannato l’ornamento divenuto orrendo delitto. Risultato: da quel momento (salvo rari casi) non vi è nulla di più freddo, brutto e ostile del soffitto delle nostre case. Tuttavia qualche sintomo di cambiamento si può registrare in piccoli progetti delle nuove generazioni, esistono sacche di resistenza, la dittatura dell’orizzontale liscio sembra spezzarsi, con fatica si cerca di contrastare la violenza sotterranea che ci impone lo status quo, qualcuno con umiltà e parsimonia cerca di recuperare la qualità del lato più dimenticato e forse il più importante della stanza: il sesto.

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