Roma prende il largo – di Alessandra Muntoni

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Gabriele De Giorgi ha capito da tempo che rinchiudere Roma in un modello statico e in un recinto dimensionale è un modo per fuorviarne ogni possibile comprensione. I suoi studi implicano una ricognizione diretta di ogni piega del suo territorio, leggendo insieme architettura e orografia, urbanistica e geografia, follie e contaminazioni, per proiettarle in una dimensione che prescinde da ogni schema precostituito.

Nel suo ultimo libro Roma, quando la città prende il largo, Prospettive edizioni, egli parte da una sintetico schizzo storico che mette in evidenza le fondazione multiple della città, le sue proiezioni verso il Mediterraneo, la sua identità col percorso del Tevere. Confronta il fascino delle immagini di Piranesi con la nuova periferia metropolitana. Decide infine di privilegiare la lettura della fascia al di qua e al di là del GRA verso Ostia e Fiumicino, passando dall’analisi ad una fase operativa.

Il suo progetto è un diagramma sintetico che sprigiona immagini complesse e di libera creatività: riprende la coda di cometa proposta da Giovannoni, ma la incardina nel sistema dei due percorsi ferroviari che legano la città al mare, puntando sullo stretto legame tra architettura e trasporti nonche sulla densificazione intorno alle singole stazioni delle linee metropolitane.

Il territorio si delinea in tal modo come un paesaggio geografico nel quale percorsi, grattacieli, centri produttivi, verde e sport formano una intelaiatura base. I disegni preliminari dell’autore sono un work in progress che implica una successiva ricerca interdisciplinare, ma che fa ben intuire la predisposizione di Roma ad incanalare energie e progettualità in questa direzione.

Ci auguriamo che questo progetto cognitivo si radichi con effetti concreti nella nostra città.

 

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