#PRESSTLETTER#CRONACHE E STORIA o OTTOBRE 1963 (parte prima) – di Arcangelo Di Cesare

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Nel 1959, nel presentare l ‘opera dell ‘architetto milanese Giulio Minoletti, Gio Ponti usava una sequenza di aggettivi quali: Gaio, ottimista, semplice, affascinante, appassionato, generoso e coraggioso, un lavoratore rapido, franco, conclusivo e positivo.

E devo dire grazie alla rivista, e a questa particolare presentazione, se sono venuto a conoscenza del lavoro di Minoletti, architetto estremamente dotato, capace di coniugare una competenza tecnologica elevata, un ‘operosità versatile e una manifestazione di gusto particolarmente raffinato.

La sua poliedrica attività spaziò con una continuità impressionante dall’urbanistica all’architettura fino all’industrial design, lavorando indifferentemente con Pagano per la Milano Verde, con la Breda per l ‘ETR 300 o come internista nelle navi italiane quali l ‘Andrea Doria e la Cristoforo Colombo.

Tra le altre, sono due le opere che hanno catturato la mia curiosità: la casa per uno scapolo a Varenna sul lago di Como del 1941 e la mensa Pirelli alla Bicocca del 1956 inopportunamente demolita nel 1988.

Nella casa dello scapolo la difficile e incantevole posizione orografica divenne il tramite per realizzare un fantastico scrigno, mutevole e ad assetto variabile.

All ‘interno, grazie a semplici accorgimenti e nonostante l ‘esiguità degli spazi, si potevano svolgere le azioni abitative più disparate; al tempo stesso la dimensione raccolta di questa piccola casa si riscattava nella visuale aperta verso il lago e nell ‘apertura verso il giardino.

Gli speroni con i mosaici rossi che affondano nell ‘acqua, le esili e leggere pensiline, il trampolino a sbalzo per l ‘approdo dal lago e il grande muraglione che contiene la strada completano questa piccolo capolavoro. _(continua)

 

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