Più potere all’immaginazione – di Gabriello Grandinetti

flash mob

La nuova frontiera dell ‘immaginazione, che promette di trascendere la banalità del quotidiano,sembra porsi nuovamente al crocevia della storia aprendo spiragli creativi tra il popolo dei No Global e non solo.

Lo smarcamento dal conformismo del Pensiero Unico ha svelato come la generazione che ha scambiato il dagherrotipo per lo smartphone, compice l ‘overload dell ‘interazione sociale: Everyone and everything is on the net, sia in grado di sviluppare forme estemporanee di azione collettiva attraverso il fenomeno dilagante dei FLASH MOB.

Tali eventi ritenuti, non a torto, incursioni di arte urbana, utilizzano il linguaggio del corpo forse per convertire la nostra abituale disattenzione ai luoghi che attraversiamo, rimettendo in gioco il perimetro entro cui la consuetudine sembra annullarne ogni pretesa identità, non solo di quelli caduti in disgrazia e sanzionati dalla nostra indifferenza.

I FLASH MOB , com ‘ è noto, sono il risultato di un ‘azione pianificata che, senza preavviso, inscena assembramenti rapidi di una moltitudine di persone, convocate via sms o sul web, in una location pubblica per effettuare una performance nelle varianti: Silent Rave, Freez Flash Mob, Flash Dance Mob, Flash Art Mob, Flash Mob Sincro, Naked Flash Mob ÔǪ

L ‘azione dei Mobbers, anche se condotta con effetti a breve termine, all ‘interno dell ‘arcipelago metropolitano, è riconducibile ad un campo di indagine di sociologia urbana sempre più suscettibile alle influenze di trasmutazione della realtà che da uno status di apparente invisibilità diventa nuovamente percepibile attraverso la spettacolarizzazione dei Lampi di folla che intercettano nuovi scorci visuali.

piramide

Come in un anamorfismo l ‘architettura forma e deforma il nostro milieu che tuttavia può ancora essere percepito in una nuova prospettiva, un improvviso Coup de the├ótre come contrappeso al presente fisso. Qui attori e spettatori dell ‘environment sono mobilitati in un rito di passaggio che implica una spaesante rottura della quotidianità.

Per Bertold Brecht il Teatro (in questo caso la scena urbana) deve produrre sullo spettatore quell ‘effetto d ‘estraniazione (Verfremdungseffekt) necessario ad una presa di distanza dagli eventi che si svolgono sulla scena della rappresentazione squarciando il velo della sua identificazione: << Soltanto in questa maniera si possono rivelare le leggi di causa ed effetto >>. (B.B.)

La forza cospiratrice della creatività ha avuto progenitori tra gli Intellò dell ‘ Immagination au pouvoir nell ‘├ége d ‘or dei tardi anni sessanta . Ma la pratica del Detournement, il Ri o orientamento della disposizione a blocchi degli isolati urbani su mappe labirintiche fu messa in atto, negli anni cinquanta, dai situazionisti.

guida-psicogeografica-di-parigi

La Deriva fu assunta come tecnica dell ‘esplorazione Psicogeografica del territorio, conseguenza della decostruzione del quadrante urbano ed indicata da Guy Debord (The Naked City: guida psicogeografica di Parigi) come metodo di lettura della città, percepita attraverso le modalità di un consumato Flaneur. Del resto Johann Wolfang Goethe avverte che : << Non si arriva mai tanto lontano come quando non si sa più dove si va>>.

Ma, per quanto affascinante la Deriva è un alibi oramai scongiurato dal GPS in dotazione all ‘odierno cybernauta e il labirinto non costituendo più l ‘archetipo dello spaesamento metropolitano non ha più pareti senza via d ‘uscita, ma è divenuto un Rizoma interconnesso e mutante.

aletsch-glacier-3-2007

Scrivi un commento